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CLARA MOSCHINI

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Botta e risposta Usa-Cina su arsenale nucleare

Per il Pentagono, le testate cinesi aumenteranno nei prossimi anni

Washington relaziona, Pechino insorge: il rapporto annuale “China Military Power” che il Pentagono ha dettagliato nelle ultime ora al Congresso americano ha messo in luce una situazione non proprio pacifica per quel che riguarda i piani nucleari della Cina. Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti[ ha illustrato come l’ex-impero celeste sia pronto ad aumentare di almeno il doppio le scorte delle proprie testate, un dato che si riferisce ai prossimi dieci anni. Lo stesso Pentagono ha incluso nel computo le testate nucleari in grado di raggiungere il territorio americano, nonostante il potenziale sia stato definito “inferiore” rispetto a quello a stelle e strisce (circa 3800 unità contro 200 per la precisione). 

La sottolineatura di questa espansione nucleare cinese non è piaciuta affatto ai diretti interessati. Il Paese asiatico ha infatti respinto ogni previsione, l’arsenale non farà registrare aumenti significativi ed è stato assicurato come la relazione sia il frutto di “commenti senza fondamento” e “distorsioni volontarie di intenzioni strategiche”. Il commento piccato è arrivato a breve distanza dalla pubblicazione del documento da Hua Chunying, portavoce del ministero degli esteri. Gli Stati Uniti si attendono una Cina dalla potenza dominante nell’area dell’Asia-Pacifico non oltre il 2049, una impressione che viene bollata da Pechino come il risultato di “pensieri da guerra fredda”.

Sull'argomento leggi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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