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CLARA MOSCHINI

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La crisi senza fine di United Airlines: più di 16 mila licenziamenti

Il vettore aereo ha informato il personale con una mail

Oltre 16 mila posti di lavoro in meno: è questo lo scenario occupazionale che si sta delineando per il vettore aereo americano United Airlines, alle prese con la crisi innescata dal coronavirus ed intenzionato a licenziare molti dipendenti. Se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, si tratta di un numero inferiore rispetto a quanto minacciato lo scorso mese di luglio, vale a dire 36 mila lavoratori da mandare a casa. La compagnia di Chicago è costretta ad operare al 63% delle proprie capacità e gli esuberi sono una conseguenza inevitabile di questo periodo complicato, una situazione in comune con tantissime altre aviolinee (leggi anche l'articolo pubblicato da AVIONEWS). 

Gran parte dei dipendenti sarà costretta a lasciare l’azienda a partire dal prossimo 1° ottobre, lo stesso giorno in cui terminerà il sostegno economico del governo federale statunitense. I 16.370 licenziamenti sono diventati di pubblico dominio dopo la pubblicazione di una mail inviata dalla stessa United Airlines al personale coinvolto. La differenza rispetto alle cifre spaventose di due mesi fa è presto spiegata: non sono stati pochi i lavoratori che hanno accettato pacchetti di pensionamento anticipato, permessi volontari, permessi temporanei ed orari ridotti, nonostante i prossimi mesi saranno monitorati con attenzione dai sindacati di settore per scongiurare il più possibile nuove misure di questo tipo.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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