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CLARA MOSCHINI

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La difficile scelta dei nuovi aerei militari giapponesi

Oltre alla tecnologia, bisogna guardare agli equilibri geopolitici

Le opzioni sono tante e la scelta viene resa ancora più difficile dagli equilibri geopolitici da gestire. Il Giappone deve valutare con la massima attenzione il proprio programma futuro relativo agli aerei militari: a pesare saranno senza dubbio fattori come la facilità di aggiornamento dei software dei velivoli, ma anche la proprietà intellettuale; inoltre bisogna capire con quali Nazioni è più opportuno rafforzare le partnership. Nel decennio che inizierà nel 2030, Tokyo sostituirà gli attuali caccia, vale a dire i Mitsubishi F-2 (leggi anche l’articolo pubblicato da AVIONEWS). 

La selezione spetta ad Atla, agenzia governativa nipponica che si occupa di tecnologia e logistica; le consultazioni più promettenti hanno riguardato sia la Gran Bretagna che gli Stati Uniti, una sorta di “sfida a due” che per ora non pende da nessuna parte. Tokyo e Londra possono andare d’accordo da questo punto di vista? I settori aerospaziali dei due Paesi sono ugualmente avanzati, nonostante un pizzico di esperienza in meno per quel che riguarda alcune divisioni. 

Nel caso degli Stati Uniti, invece, il Giappone è in trattative con Lockheed Martin: la flotta di aerei militari attualmente in dotazione al Paese del Sol levante è composta soprattutto da aerei Boeing F-15J, 98 dei quali sono in fase di aggiornamento. I velivoli del futuro saranno probabilmente di dimensioni maggiori, ma quando ci sarà una decisione più certa? La collaborazione con un’altra Nazione potrebbe cominciare nel mese di aprile del 2021, mentre il prototipo è previsto entro la fine del 2024: nel 2027 sono stati programmati i test veri e propri, oltre alla produzione a pieno regime, fissata per il 2031.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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