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CLARA MOSCHINI

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Leonardo: altalena in borsa

Profumo ancora imbullonato alla poltrona

Il titolo Leonardo è in ripresa. Il 30 ottobre 2020 ha toccato il suo minimo a 4,06 euro, il 20 novembre 2020 è a 5,7 euro. Ha visto tempi migliori, certo (un anno fa era a 11,9 euro, per esempio, all'inizio dei tre anni di guida dell'ad Alessandro Profumo quotava addirittura 15,5 euro) ma, visti i tempi grami, sta recuperando. Nella seduta di lunedì 16 novembre, per esempio, ha chiuso in rialzo del 4,14% a 5,482 euro, con un massimo a 5,506 euro, mettendo a segno la migliore performance del Ftse Mib. In un'ora di contrattazioni sono passati di mano oltre 3,7 milioni di pezzi, a fronte di una media degli ultimi 30 giorni di 10 milioni a seduta. Secondo gli analisti, la performance è da ascrivere alla nota pubblicata il venerdì precedente, 13 novembre, con l'annuncio che il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha esercitato l’opzione per altri 36 elicotteri TH-73A per un valore di 171 milioni di dollari da utilizzare nell'ambito del programma per la realizzazione del nuovo sistema di addestramento avanzato per la US Navy di cui è responsabile AgustaWestland Philadelphia. Inoltre, dicono gli analisti, Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) ha annunciato la firma di due contratti complessivamente di circa 180 milioni con l'Agenzia spaziale europea, che fanno parte di due accordi più ampi dal valore totale di 950 milioni (pari a quasi la metà del fatturato della jv in un anno). Ad analizzare le performance sono stati gli analisti di Equita Sim, i quali sostengono che, “per quanto la partecipazione di Leonardo nella jv sia modesta, il segnale è importante per un recupero della redditività della divisone Spazio inclusiva di Telespazio (servizi per satelliti 67% Leonardo e 33% Thales) che, nei primi nove mesi di quest'anno era a break even (consolidato ad equity)”. Equita Sim, è bene ricordarlo, è il braccio borsistico del gruppo Equita, ex Euromobiliare: la sim è stata acquistata nel 2015 dal management del gruppo (Francesco Perilli, Fabio Deotto, Matteo Ghilotti, Stefano Lustig e Andrea Vismara) e da Alessandro Profumo, rilevando il 50,5% del fondo di private equity J.C. Flowers & Co. Profumo poi è diventato presidente della sim, incarico che ha tenuto per tutto l'anno 2017 quando è andato a fare l'ad di Leonardo (ex Finmeccanica). I soldi per pagare l'acquisto, si disse allora, Profumo li tirò fuori mettendo mano alla liquidazione ricevuta da Unicredit, i famosi 40 milioni di euro che fecero scalpore e vennero pure contestati da Banca d'Italia. Per l’operazione Equita, Profumo si è avvalso di una consulenza pesante fornita dall’avvocato d’affari Roberto Cappelli, per conto dello studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners. All'epoca, una nota diffusa alle agenzie di stampa spiegava che la partnership tra Profumo e gli altri manager,era 'finalizzata a proseguire e rafforzare la missione strategica di Equita quale principale investment bank italiana indipendente, focalizzata sull’assistenza alle imprese italiane nel loro sviluppo'. In un’altra nota Profumo & c. misero l’accento sulla volontà di creare un ‘polo finanziario indipendente che fornisca servizi di advisory, con la possibilità di garantire anche interventi nell’equity delle piccole e medie imprese clienti”. All'epoca furono in tanti a chiedersi quanto fosse indipendente questo polo finanziario. Oggi sono in tanti quelli che ricominciano a porsi questa e altre domande. Prima fra tutte: Profumo ha ancora legami con la sue ex Sim? Possibile, dice qualcuno, che la sua ex sim non sia poi così indipendente come sbandierato all'epoca? Se così fosse, sarebbe lecito pensare che dietro ai movimenti recenti del titolo Leonardo ci siano proprio sim come Equita, o no? Le domande su Profumo non finiscono qui, anzi. Alla luce delle ultime vicende giudiziarie, per esempio, sono in molti a chiedersi dettagli che servirebbero non poco a fare chiarezza sulla sua attuale situazione in modo da tranquillizzare l'opinione pubblica e il mercato. È vero, per esempio, che a Profumo è stato sospeso il passaporto come si dice in vari ambienti? È vero che ha subìto il pignoramento del quinto dello stipendio a causa delle vicende Mps conseguenti al crac Divania? È vero che ha in agenda l'uscita dal gruppo Leonardo, come chiedono alcuni azionisti, non solo per i fatti legati alla recente condanna in primo grado per le vicende Mps? Ma la domanda delle cento pistole ormai sembra essere quella che riguarda Leonardo. Come farà, in concreto, Profumo a rimettere in sesto i conti di Leonardo?

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