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CLARA MOSCHINI

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Alitalia in crisi di ossigeno

Il commissario Leogrande convoca i sindacati. A rischio gli stipendi di gennaio

Si sta esaurendo l'ossigeno nelle casse di Alitalia, tanto da mettere a rischio il regolare pagamento degli stipendi di gennaio. L'allarme arriva dal commissario straordinario della compagnia, Giuseppe Leogrande, che ha convocato d'urgenza i sindacati per informarli sulla situazione. Alla riunione il commissario ha illustrato la criticità del momento, rappresentate dal fatto che la difficile tenuta finanziaria dell'azienda, che già a dicembre ha generato ritardi nella erogazione degli emolumenti, si ripresenterà nei prossimi mesi, se non cambiano le condizioni economiche e di mercato.

Per questo, secondo l'amministrazione straordinaria, devono essere messe in campo tutte le azioni disponibili, con l'obiettivo di preservare quanto più a lungo possibile, le risorse economiche, per garantire la continuità aziendale, sino alla partenza della Newco Alitalia. Tali azioni consisteranno, tra l’altro, nell'ottenimento della seconda tranche, di 77 milioni di euro, a completamento delle previsioni del decreto Rilancio, ad oggi ancora non ricevuta, e in una opera di accelerazione delle tempistiche di startup della Newco. Sempre secondo l'amministrazione straordinaria, inoltre, sono necessarie azioni di ottimizzazione della applicazione della CIGS a rotazione sul Personale Navigante, tarata sulla scarsa attività prevista nei prossimi mesi. In merito a questo punto, le organizzazioni sindacali, non essendo stato possibile nel corso della riunione odierna effettuare gli approfondimenti necessari, hanno richiesto un ulteriore confronto.

Qualche segnale di difficoltà per la compagnia in amministrazione straordinaria si era avuto già alla fine dell'anno con il pagamento degli stipendi di dicembre, arrivati poi con qualche giorno di ritardo. I problemi restano sul tavolo, però, tanto che il commissario Leogrande ha convocato i sindacati, nella serata di martedì 12 gennaio, per illustrare la “criticità del momento”. Una situazione complicata, caratterizzata dalla “difficile tenuta finanziaria dell'azienda”, che già a dicembre ha generato ritardi nell'erogazione delle buste paga e che sembra destinata a ripresentarsi nei prossimi mesi. Addirittura, la situazione potrebbe aggravarsi, secondo quanto si apprende, dopo febbraio, a meno che non cambino le condizioni economiche e quelle di mercato.

Come se non bastasse, ha evidenziato Leogrande, l'instabilità del quadro politico e un'eventuale crisi di governo potrebbero non dare certezze sulle tempistiche della nuova Ita, i cui tempi di decollo potrebbero ulteriormente allungarsi con aggravio sull'amministrazione straordinaria.

L'emergenza è dunque preservare quanto più a lungo possibile le risorse economiche: l'ultimo dato sulla cassa risale a quello di fine settembre, quando era di 260 milioni di euro. L'obiettivo è garantire la continuità aziendale fino al decollo della newco, ha spiegato Leogrande, che invoca la seconda tranche di 77 milioni di euro a completamento delle previsioni del dl rilancio, non ancora ricevuta, e un'accelerazione delle tempistiche di avvio della newco.

Il decollo di Ita, però, previsto per aprile con flotta e personale dimezzato rispetto alla vecchia compagnia (52 aerei e 5.200-5.500 dipendenti), potrebbe subire qualche ritardo. Si allungano infatti i tempi per l'ok della Commissione europea, che ha chiesto all'Italia una serie di chiarimenti prima di poter certificare l'effettiva discontinuità, evitando che i tre miliardi destinati alla newco siano considerati aiuti di Stato. I chiarimenti che l'Ue vuole da Alitalia riguardano il perché non sia stata avviata la gara per cedere gli asset, come cambierà l'azionariato, la strategia di Ita sulle rotte a lungo raggio e le stime di profittabilità di ogni rotta. Quesiti su cui il governo italiano è già al lavoro per poter dare una prima risposta nella riunione a livello tecnico fissata per venerdì tra i funzionari della Dg Comp, la direzione generale Ue della Concorrenza, e quelli italiani.

Sul nodo della vendita degli asset della vecchia compagnia, il commissario ha smentito ai sindacati le indiscrezioni di stampa su bandi di gara per cedere il marchio: Leogrande ha detto di non aver avviato alcuna procedura per vendere separatamente il brand o la parte aviation (tra cui flotta, slot, programma Mille miglia) e ha indicato l'intenzione di preservare il valore aziendale dell'insieme degli asset. Leogrande spingerebbe per la trattativa privata e avrebbe indicato la possibilità di una gara solo per il programma fedeltà: ma sul tema la discussione è ancora aperta e dipende dalla trattativa con Bruxelles.

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