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CLARA MOSCHINI

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Roghi: CC forestali impegnati nella prevenzione doli stagione 2021

Il fenomeno quest’anno si è manifestato con maggiore intensità nel sud-Italia

Gli incendi boschivi costituiscono il principale elemento di distruzione a carico dell’ecosistema forestale ed influiscono negativamente sui cambiamenti climatici, sulla produzione dei servizi bioecologici e sulla modificazione del paesaggio.

Statisticamente gli incendi sono quasi sempre l’effetto di un’azione umana (disattenzione, negligenza, comportamenti criminali di origine dolosa) e solo raramente si sviluppano in seguito a cause naturali (solo l’1-2% per fulmini).

Gli incendi inducono sugli ecosistemi forestali l’alterazione dei processi naturali che regolano la loro funzionalità ed evoluzione e gli effetti sono differenti a seconda del tipo di incendio (grado di intensità e propagazione), della vegetazione interessata, delle condizioni climatiche e topografiche dell’area, degli insediamenti, delle infrastrutture, delle opere e dei beni di volta in volta esposti. 

Il fenomeno quest’anno si è manifestato con maggiore intensità nelle regioni del sud-Italia (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna) a causa di una serie di concomitanti fattori predisponenti tra cui l’andamento climatico, che soprattutto in queste zone, è stato caratterizzato dal perdurare di periodi siccitosi con ripetute ondate di caldo e presenza di forti venti di scirocco e temperature che hanno toccato e superato spesso picchi di 40°C, provocando un notevole abbassamento del grado di umidità della vegetazione e del terreno e predisponendo, in tal modo, i nostri boschi ad una maggiore vulnerabilità nei confronti del fuoco.

In genere l’aumento e la diffusione degli incendi boschivi è legato sostanzialmente alle sfavorevoli condizioni climatiche ed alle profonde modifiche avvenute nell’uso antropico del territorio. 

Infatti ai periodi di siccità prolungata naturalmente predisponenti si sono sovrapposti l’abbandono delle aree rurali, la crescita demografica in aree urbanizzate. A tali fattori si devono aggiungere le circostanze, non meno importanti, legate ai contesti sociali che generano particolari figure di incendiari, fenomeni di natura economica ed occupazionale, fenomeni legati ad attività speculative (pascolo, costruzioni edilizie).

La salvaguardia del patrimonio forestale dagli incendi boschivi, attraverso la prevenzione e repressione del connesso reato, ha visto particolarmente impegnate tutte le strutture territoriali del Comando Carabinieri tutela forestale (Comandi Regione, Gruppi, Nuclei investigativi di polizia ambientale e forestale, Comandi Stazione Carabinieri forestali) che nel corso della corrente stagione estiva (giugno-agosto) hanno deferito all’Autorità giudiziaria n.128 persone e tratto in arresto 4 soggetti per il reato di incendio boschivo e contestato illeciti amministrativi per circa 530.000 Euro.

Le loro cause principali nel periodo esaminato sono riconducibili a dolo, nei casi di rinnovo del cotico erboso per il pascolo, ritorsioni contro la pubblica amministrazione e privati, atti di vandalismo ed eventi connessi al mondo del volontariato antincendio boschivo ed a colpa allorquando si tratta di attività antropiche caratterizzate da negligenza, imprudenza ed imperizia, quali spesso quelle compiute da agricoltori che perdurano nella pratica dell’abbruciamento dei residui vegetali, fuochi incontrollati dovuti ad attività ludico ricreative e fuochi d’artificio.

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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