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CLARA MOSCHINI

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Aerei, elicotteri, missili e armamenti: Bielorussia farà acquisti a Mosca

Lo ha dichiarato il presidente Lukashenko

Mercoledì scorso mentre parlava con i giornalisti il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha menzionato i piani nazionali per acquisire armamenti e hardware di fabbricazione russa. Secondo le informazioni rilasciate dal capo di Stato (e riportate sul sito del governo bielorusso), prossimamente verranno acquisite dozzine di aerei, elicotteri e sistemi di difesa aerea (tra i quali Lukashenko ha ipotizzato anche quelli di nuova generazione S-400 tanto cari alla Turchia, progettati per neutralizzare velivoli, aeromobili Awacs, missili da crociera e missili balistici di medio-raggio).

Il presidente ha dichiarato: “Ho firmato l'ordine l'altro ieri (lunedì scorso, NdR). Avremo presto decine di aerei, decine di elicotteri e, soprattutto, sistemi di difesa aerea. Non voglio dire quanti soldi e cos'altro ci costerà. Potremmo persino ottenere gli S-400. Ne abbiamo molto bisogno, ne ho già parlato".  Lukashenko  aveva infatti detto ai primi dello scorso mese di agosto che la Bielorussia era interessata all'acquisto di tali sistemi missilistici. “In altre parole -ha aggiunto mercoledì il capo di Stato-, avremo hardware all'avanguardia. E Aggiorneremo flotte e armamenti". 

Ma gli acquisti bielorussi probabilmente non si fermeranno qui: "se vediamo durante 'Zapad 2021' che abbiamo bisogno di qualcosa in più, allora lo compreremo dalla Federazione Russa e lo metteremo in servizio", ha aggiunto la massima autorità bielorussa. "Zapad" è la più importante esercitazione militare congiunta Russia-Bielorussia, a cadenza quadriennale. L'edizione 2021 è ormai prossima: si terrà in Bielorussia per una settimana a partire dal 10 settembre prossimo. Manovre che a detta di Viktor Gulevich, capo di stato maggiore nonché primo vice-ministro della difesa bielorussa, porteranno nel Paese 350 assetti russi, tra cui 140 carri armati e 110 tra sistemi d’artiglieria e missilistici, e una trentina tra aerei caccia, elicotteri e velivoli di altro tipo, contro i circa 30 del Paese ospitante. Non solo: giungeranno ingentissimi anche i militari; 2500 quelli inviati da Mosca per un totale di 12.800 unità impegnate nel territorio della Repubblica guidata da Lukashenko. Bisogna poi aggiungere il numero di militari impegnati nel territorio russo, compresi 400 bielorussi. 

Secondo lo stesso Lukashenko "un unico esercito a combattere insieme se dovesse iniziare una guerra. Se, Dio non voglia, inizia un conflitto, l'esercito bielorusso sarà il primo a impegnarsi nella lotta, e le forze armate russe si uniranno rapidamente per formare una difesa congiunta". 

Riassumendo: l'annuncio di mercoledì evidenzia il crescente sostegno di Mosca a Lukashenko, la cui elezione a un sesto mandato nell'agosto dell'anno scorso ha innescato mesi di proteste (duramente represse, NdR) conseguenti le accuse di consultazioni elettorali truccate. Una situazione che poco piace -anzi preoccupa-, alla Nato.


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