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CLARA MOSCHINI

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Abolire l'addizionale ad Alghero per rilanciare i voli low-cost

Tagliare i costi di viaggio per attrarre basi, rotte ed investimenti in Sardegna

L’abolizione della tassa addizionale di imbarco si conferma come una condizione indispensabile per non perdere in Sardegna i collegamenti delle compagnie low-cost, in particolare quelli del vettore aereo europeo, Ryanair, che in Italia, con 65 milioni di passeggeri trasportati, è la compagnia che da sola detiene circa il 50 per cento del traffico complessivo, risultando riferimento in 28 aeroporti su 37 scali commerciali.

Le Regioni Calabria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e, da ultima, l’Emilia-Romagna si sono fatte carico della tassa statale che pesa per 6,50 Euro sul costo del biglietto al passeggero, conseguendo risultati in termini di incremento del traffico aereo, aumento dei collegamenti e degli investimenti, con ricadute positive sull’occupazione e sullo sviluppo economico e turistico dei territori interessati.

L’eliminazione totale della tassa di imbarco nei tre aeroporti sardi di Cagliari, Olbia ed Alghero peserebbe sulle casse dell’Isola per circa 35 milioni di Euro l’anno. Tuttavia, alcune Regioni italiane che hanno scelto di azzerarla, come Sicilia ed Emilia-Romagna, l’hanno abolita totalmente solo negli scali con minore traffico passeggeri, al fine di favorirne lo sviluppo e riequilibrare il sistema aeroportuale nei rispettivi territori. Ed è proprio questa una soluzione immediatamente praticabile in Sardegna. L’abolizione totale dell’addizionale di imbarco nell’aeroporto di Alghero, infatti, comporterebbe un esborso da parte della Regione di circa 5 milioni e 500 mila Euro l’anno: i passeggeri totali dello scalo sono circa un milione e 700 mila e si possono quindi stimare 850 mila partenze. In questo modo si potrebbe avviare una prima sperimentazione della misura, in vista dell’estensione del beneficio anche agli aeroporti di Cagliari e Olbia.

Pensare di eliminare –come hanno affermato alcuni esponenti della Giunta regionale– l’addizionale soltanto nel periodo invernale (dal 30 ottobre 2026 al 27 marzo 2027) non consentirebbe infatti di trarre vantaggio dagli investimenti che le compagnie hanno assicurato di voler avviare per basare gli aerei, incrementare e stabilizzare rotte, tariffe e collegamenti, vanificando di fatto lo sforzo economico e le potenzialità del beneficio.

I risparmi sulla base d’asta per le gare della continuità territoriale (l’attuale Giunta ha stanziato 100 milioni di Euro, ma si stima che ne serviranno al massimo la metà, considerando che alcune compagnie hanno già annunciato la rinuncia alle compensazioni economiche su alcune rotte particolarmente onerose) possono quindi essere destinati fin da subito all’abbattimento della tassa aeroportuale di imbarco, rilanciando così economia, turismo ed occupazione nella nostra Isola.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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