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CLARA MOSCHINI

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A Linate la mostra "Charlotte Salomon: viaggio artistico ed umano nel tempo della Shoah"

In occasione del Giorno della memoria di martedì 27 gennaio 2026

L'esposizione si inserisce nel più ampio impegno di Sea nel valorizzare gli aeroporti non solo come infrastrutture, ma anche come luoghi aperti alla cultura, capaci di ospitare progetti che parlano ad un pubblico ampio ed internazionale

Nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Milano in occasione del Giorno della memoria 2026, Sea Aeroporti di Milano presenta, insieme all’Associazione Figli della Shoah, la mostra “Charlotte Salomon. Un viaggio artistico e umano nel tempo della Shoah”, dedicata alla straordinaria figura dell’artista berlinese di origine ebraica, vittima della persecuzione nazista.

L’esposizione, allestita nell’area check-in dell’aeroporto di Milano-Linate, è stata inaugurata oggi alla presenza di Armando Brunini, amministratore delegato di Sea Aeroporti di Milano, Daniela Dana, presidente dell’Associazione figli della Shoah, Arianna Censi, assessore alla Mobilità del Comune di Milano, e Wiltrud Kern, console generale aggiunta della Repubblica federale di Germania a Milano. La cerimonia ha rappresentato un momento di forte valore simbolico, sottolineando il ruolo di luoghi pubblici e di transito come spazi di memoria, riflessione e dialogo.

La mostra si inserisce nel più ampio impegno di Sea nel valorizzare gli aeroporti non solo come infrastrutture, ma anche come luoghi aperti alla cultura, capaci di ospitare progetti che parlano ad un pubblico ampio ed internazionale.

Il percorso propone uno sguardo intenso e coinvolgente sulla sua opera e sulla sua vita, mettendo in luce l’inestricabile intreccio tra storia personale e storia collettiva che ne ha segnato la vicenda umana ed artistica. Attraverso una selezione di tempere tratte dall’opera Vita? O Teatro?, il visitatore è accompagnato lungo i momenti salienti della biografia dell’artista e della sua famiglia, sullo sfondo degli eventi tragici che hanno sconvolto l’Europa tra gli anni Trenta e Quaranta.

Nata a Berlino il 16 aprile 1917, Charlotte Salomon trovò nell’arte una forma di espressione totalizzante durante gli anni della fuga e dell’esilio nel sud della Francia, tra la fine del 1938 e il 1943. In quel periodo realizzò Vita? O Teatro?, un’opera monumentale composta da 781 tempere eseguite con la tecnica del guazzo, fogli manoscritti e riferimenti musicali. L’opera è concepita come un vero e proprio copione teatrale, in cui immagini, parole e musica si fondono dando vita a un racconto potentemente autobiografico.

Nelle coloratissime tavole si snodano i ricordi dell’infanzia, le vicende familiari segnate da una lunga scia di lutti, l’inasprirsi dell’antisemitismo, la persecuzione nazista, l’esilio in Francia, lo scoppio della Seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca. A queste storie individuali si intrecciano i grandi eventi storici, restituendo un affresco drammatico ed al tempo stesso vitale, capace di parlare al presente.

Non sopravvisse a tanta atrocità. Deportata il 7 ottobre 1943 ad Auschwitz, fu immediatamente uccisa nelle camere a gas, insieme alla creatura di cinque mesi che portava in grembo. La sua opera ci è pervenuta come una testimonianza artistica ed umana di eccezionale valore.

Con questa mostra Charlotte Salomon continua a parlare al nostro tempo. Il suo capolavoro ci consente di ripercorrere il viaggio di una donna e di un’artista che, negli anni nefasti della Shoah, riflette sul senso dell’esistenza e sulla propria vocazione.  Non solo una straordinaria opera d’arte, ma anche una prova luminosa di come la creazione artistica possa infondere uno slancio vitale in grado di opporsi alla pulsione di morte e di "affermare […] la bellezza della vita".

red/f - 1267505

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