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CLARA MOSCHINI

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Aci Europe: appello vettori aerei affinché aeroporti spagnoli riducano oneri a carico degli utenti del 22% riflette realtà parallela

Pur mantenendo Aena il piano di investimenti di €13 miliardi per il periodo 2027-2031

Aci Europe ha fortemente respinto nei giorni scorsi la richiesta di Iata (International Air Transport Association, associazione internazionale trasporto aereo) per l’operatore aeroportuale spagnolo, Aena, di ridurre gli oneri del 22% nei prossimi cinque anni (2027-2031), pur mantenendo il piano di investimenti da € 13 miliardi nello stesso periodo.

L’associazione degli aeroporti ha fatto i conti con la realtà, sottolineando i seguenti elementi:

Gli oneri pagati dalle compagnie per l’utilizzo degli aeroporti di Aena sono diminuiti del -7% in termini nominali negli ultimi 10 anni (2015-2025), determinando in verità una riduzione del -36% in termini reali.

Nello stesso periodo le tariffe aeree in Spagna sono aumentate del +40% dal 2019 – evidenziando ciò che da anni è chiaro: le variazioni delle tariffe aeroportuali non vengono trasferite sui consumatori, poiché le aviolinee cercano sempre di esercitare il loro potere di determinazione dei prezzi. Ciò significa che le richieste di riduzione delle tariffe aeroportuali da parte dei vettori aerei mirano a proteggere i loro margini.

Il piano di investimenti da € 13 miliardi di Aena, volto a modernizzare e sviluppare la capacità della rete aeroportuale spagnola, non può essere realizzato senza adeguare le tariffe applicate agli utenti per riflettere sia le pressioni inflazionistiche sia i costi del capitale.

L’incremento annuo proposto da Aena del +3,8% per il periodo 2027-2031 (pari ad un aumento di 43 centesimi per passeggero) è equo, ragionevole e fondato sulla realtà economica, specialmente per quanto riguarda le pressioni inflazionistiche.

Un punto centrale nella tesi della Iata, secondo cui il piano di investimenti di Aena sarebbe compatibile con una riduzione delle sue tariffe, riguarda una presunta sottostima della crescita del traffico futuro da parte dell'operatore. Mentre l'associazione internazionale afferma che il traffico-passeggeri crescerà in media annua del +3,6% fino al 2031, la previsione di Aena del +1,3% riflette la combinazione di:

Limitazioni di capacità esistenti e crescenti in diversi suoi aeroporti.

Interruzioni delle catene di approvvigionamento e sfide nella manutenzione degli aeromobili che, secondo Iata, continueranno a vincolare la capacità operativa dei velivoli e quindi la crescita del traffico nei prossimi anni.

La “normalizzazione” della crescita del traffico a livelli inferiori dovuta ad un mix di fattori strutturali, tra cui la maturità del mercato, la domanda mutata e le pressioni Esg (Environmental, Social, and Governance; ambientale, sociale e di governance).

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

red/f - 1267906

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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