Thales Alenia Space: satellite IOD-2 missione Celeste Esa ha lasciato stabilimento a L'Aquila
Per essere lanciato a marzo 2026
Vento in poppa per il primo satellite dimostrativo Celeste di Thales Alenia Space
Il primo satellite dimostrativo in orbita (IOD-2) della missione dell’ Agenzia spaziale europea (Esa) Celeste (precedentemente nota come LEO-PNT) ha ufficialmente iniziato il suo viaggio in vista del lancio. Il satellite ha, infatti lasciato il sito italiano di Thales Alenia Space a L’Aquila diretto a Berlino, per poi partire verso la base di lancio in Nuova Zelanda. Questa è una tappa cruciale verso i sistemi Europei di navigazione satellitare di nuova generazione. Dalle nostre camere pulite alla piattaforma di lancio, questo traguardo rappresenta la transizione dall’ideazione di un progetto alla realtà.
I Sistemi satellitari di navigazione globale (Gnss) come quello europeo Galileo, sono diventati indispensabili, supportando le applicazioni nella vita quotidiana e aiutando a stimolare la crescita economica, giocando, inoltre, un ruolo fondamentale per la nostra sicurezza e protezione. Con l’aumento dell’utilizzo della tecnologia di navigazione, stanno emergendo nuove applicazioni che richiedono disponibilità, affidabilità e precisione estremamente elevata in ogni ambiente. In questo momento vi è un ampio consenso sul fatto che integrare questi sistemi con satelliti in orbita terrestre bassa (Leo), operanti su più frequenze, sarà un passo fondamentale per migliorare le prestazioni della navigazione.
Migliorata accuratezza e integrità della geolocalizzazione
All’avanguardia in questa rivoluzione, la missione dimostrativa in orbita Celeste dell’ESA sta emergendo oggi come un vero punto di svolta. La costellazione, formata da 11 satelliti, si pone l’obiettivo di dimostrare come il satellite a bassa orbita terrestre (Low Earth Orbit) aumenterà e diversificherà gli esistenti e futuri sistemi Gnss in media orbita terrestre (Medium Earth Orbit), migliorando la resilienza e permettendo lo sviluppo di nuovi servizi in ambienti che gli attuali satelliti di navigazione (satnav) non possono raggiungere come le aree urbane profonde, la vegetazione fitta, le regioni polari e gli ambienti chiusi.
Riconoscendo l’importanza strategica di disporre di capacità di navigazione in bassa orbita terrestre, l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha inaugurato il progetto Celeste nel 2024 che, attualmente, si trova nella fase dimostrativa in orbita (In-Orbit Demonstrator). La costellazione dimostrativa Celeste comprende 11 microsatelliti, che andranno in orbita, forniti da i due contraenti principali, tra i quali Thales Alenia Space che ne costruisce cinque. I satelliti IOD-2 sono in lavorazione per essere lanciati a marzo 2026.
Questo programma è destinato a rafforzare la resilienza e potenziare esponenzialmente le performance dei servizi di navigazione esistenti. Costruito su un approccio multi orbita, lavorerà affiancando Galileo e altri sistemi di navigazione satellitari per fornire un’accuratezza di geolocalizzazione a livello centimetrico, una maggiore robustezza, un’elevata resistenza al jamming e allo spoofing, nonché una bassa latenza (rapida acquisizione del segnale). La missione Celeste ha l’obbiettivo di essere di supporto in casi emergenti quali l’autonomia dei veicoli ad alto livello, incluso la copertura continua nelle aree urbane densamente popolate, l’applicazione dell’Internet of Things (Internet delle Cose), veicoli aerei e marittimi senza equipaggio e sincronizzazione 5G/6G delle reti terrestri.
Il primo satellite a lasciare le nostre camere pulite è IOD-2. Un grande CubeSat (12U/16U) circa le dimensioni di una valigia e con un peso sui 30 kg che trasporta payloads per trasmissioni in banda L e banda S.
IOD-2 convaliderà la definizione di sistema e abiliterà la trasmissione del segnale, riducendo i rischi e dimostrando le tecnologie principali per i futuri satelliti Celeste. Una volta lanciato in orbita, opererà per almeno sei mesi.
I quattro satelliti IOD che seguiranno saranno più grandi e con una maggiore complessità. Questi satelliti peseranno il doppio di IOD-2 e trasporteranno payloads aggiuntivi per testare segnali innovativi su più bande di frequenza e dimostrare nuove capacità di servizio.
Una volta che l’intera costellazione dimostrativa Celeste sarà in orbita nel 2027, ESA sarà in grado di misurare come uno strato di navigazione in orbita terrestre bassa (LEO) può operare affiancando Galileo e altri sistemi di navigazione in orbita terrestre media (MEO). Il progetto fornirà una soluzione complementare, missione dimostrativa end to end di Celeste, con l’ambizioso obbiettivo di lanciare il primo satellite a meno di due anni dal kickoff. Questa tempistica accelerata, unita alla complessità tecnica dei satelliti, è stata la principale sfida dei nostri team mentre preparavano il primo satellite per il lancio del 2026.
Di più sulla missione dimostrativa in orbita Celeste
I team di Thales Alenia Space in Francia e in Italia sono parte del consorzio industriale di ESA, con il supporto di partner europei in Spagna e Germania.
Celeste in orbita validerà nuove capacità, designate per aumentare resilienza e potenziare i servizi di navigazione Europea.
Alla guida della navigazione satellitare in Europa
La missione Celeste fa leva sulla comprovata leadership di Thales Alenia Space nella navigazione – da Egnos a Galileo Second Generation – insieme alla comprovata esperienza con i programmi di posizionamento e connessione, inclusi il sistema di posizionamento nativo (Native Positioning System) e iniziative IoT come Moonlight, Argos, Angels, Kineis e Omnispace. I team hanno anche giovato della forte collaborazione con altri attori della New Space, creando l’opportunità di nuovi ingressi nell’ecosistema.
Con i primi satelliti ora in viaggio, il programma si sposta dalla fase di preparazione al lancio verso la prossima generazione della navigazione satellitare europea.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency