Lufthansa, Corte giustizia europea boccia l'ok Ue: errore procedurale decisivo
Limiti al controllo giudiziario sulle valutazioni tecnico-economiche della Commissione
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato l’annullamento del via libera della Commissione alla ricapitalizzazione da 6 miliardi di Euro concessa dalla Germania al vettore aereo Lufthansa nel corso della pandemia.
Con la sentenza nel procedimento P. Deutsche Lufthansa contro Ryanair e Condor Flugdienst, la Corte ha accolto i ricorsi di Ryanair e Condor e respinto quello della stessa Lufthansa. Il fulcro della decisione è tecnico: la Commissione, adottando il quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, ha approvato la conversione della partecipazione silenziosa in azioni senza avviare una istruttoria formale ed accettando il metodo utilizzato per fissare il prezzo delle azioni. Per la Corte questo vizio procedurale è sufficiente a giustificare l’annullamento dell’autorizzazione comunitaria.
Al contempo, la Corte corregge alcuni rilievi del tribunale generale: non sussiste prova che la Commissione abbia errato nel ritenere che Lufthansa non potesse raccogliere capitali a condizioni ragionevoli, né che fosse obbligata a prevedere un meccanismo vincolante per il rapido riacquisto da parte della compagnia della partecipazione statale. La censura su un presunto potere di mercato “significativo” in specifici aeroporti e l’accusa di impegni anticoncorrenziali sono state giudicate infondate.
La pronuncia ribadisce infine i limiti del sindacato giurisdizionale: quando Bruxelles opera valutazioni tecnico‑economiche complesse, il controllo giudiziario è circoscritto alla verifica di eventuali errori manifesti, senza sostituirsi al giudizio amministrativo. Il risultato è un mix: confermato il vizio procedurale critico che annulla l’approvazione, ma delimitata la possibilità di rimettere in discussione scelte discrezionali di politica economica.
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