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CLARA MOSCHINI

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Mecaer, il test della golden power sul dossier francese

Golden power e industria: il governo chiamato a decidere sul futuro di Mecaer

La possibile cessione di Mecaer al fondo francese di private equity Pai Partners riporta al centro del dibattito una domanda che il governo di Giorgia Meloni non potrà eludere a lungo: la golden power è uno strumento di tutela dell’interesse nazionale oppure resta una leva da evocare solo in funzione politica?

Se le indiscrezioni circolate sulla vendita dovessero trovare conferma e l’esecutivo, attraverso gli organismi competenti, scegliesse di non intervenire, il caso assumerebbe un significato che va oltre la singola operazione. In quel caso, infatti, il governo finirebbe per mostrarsi non distante da quegli esecutivi tecnici e di centrosinistra che, nel tempo, hanno assistito alla progressiva erosione di asset industriali italiani, spesso con protagonisti francesi.

Mecaer è un nome molto noto nell’aerospazio e nella difesa: nasce nel 1995 come spin off dell’azienda elicotteristica Agusta, appartenente al gruppo Finmeccanica, oggi Leonardo. La società ha sede a Borgomanero, a pochi chilometri dal quartier generale di Agusta, impiega 950 dipendenti e registra 220 milioni di euro di fatturato. Nell’azionariato figurano i figli dell’ex numero uno di Agusta, Amedeo Caporaletti, mentre alla guida c’è Bruno Spagnolini, anch’egli ex Agusta.

Proprio per queste caratteristiche, un eventuale passaggio di proprietà senza alcuna reazione da parte del governo apparirebbe clamoroso. Ma il profilo dell’operazione, secondo quanto emerso, è ancora più delicato. Il raccordo tra la vecchia proprietà e Pai Partners sarebbe infatti affidato a Fondo italiano d’investimento Sgr, realtà nata su iniziativa del ministero dell’Economia, oggi guidato da Giancarlo Giorgetti, con la finalità di sostenere lo sviluppo del sistema produttivo italiano. Il fondo è controllato per il 55% da Cassa depositi e prestiti, amministrata da Dario Scannapieco.

In questa vicenda si innesta anche un altro elemento di forte rilevanza industriale. Mentre in Italia non si costruiscono operazioni di sistema, l’eventuale ingresso dei francesi sarebbe esso stesso una mossa di sistema. Stando alle indiscrezioni, Pai Partners intenderebbe utilizzare questa operazione per inserirsi anche in iniziative, comprese quelle internazionali, nelle quali è coinvolta l’industria aerospaziale italiana. Da qui il quesito che investe anche i ministri della Difesa, Guido Crosetto, e degli Esteri, Antonio Tajani.

Resta infine l’incognita politica. L’ipotesi che l’opposizione possa muoversi per sollevare il caso e fermare la vendita appare, alla luce delle esperienze passate, poco realistica; semmai, per alcuni osservatori, potrebbe perfino tradursi in una spinta indiretta a favore dell’operazione.

red - 1269281

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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