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CLARA MOSCHINI

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Taiwan accelera la difesa antinave con nuove forniture Usa

Taipei punta su missili e droni per rafforzare la deterrenza nello Stretto

Taiwan intende arrivare a disporre di oltre 1800 missili antinave entro l’inizio del 2029, in un’accelerazione delle capacità considerate decisive per fronteggiare l’eventualità di un blocco o di un’invasione da parte della Cina. L’informazione è stata riportata dal sito di notizie "Us News", che ha costruito il proprio quadro su dati commerciali relativi alla compravendita di armamenti, documenti di autorizzazione all’esportazione rilasciati dagli Stati Uniti, stime di analisti della difesa e dichiarazioni rese da funzionari dell’amministrazione del presidente di Taiwan, Lai Ching-te.

La crescita di questo arsenale rientra nella strategia cosiddetta asimmetrica adottata da Taipei: l’obiettivo è compensare il netto vantaggio cinese in termini di volume di fuoco con sistemi meno costosi ma ad alta letalità. I missili in questione possono essere impiegati da aerei, navi e lanciatori terrestri, una flessibilità operativa che ne amplia il valore nel quadro della difesa dello stretto.

Nel medesimo perimetro rientrano anche missili a corto raggio e sciami di droni di superficie ed aerei, come riferito da ufficiali militari taiwanesi in servizio ed in congedo citati da "Us News". Parallelamente, sono previsti ulteriori missili di precisione con portata sufficiente a colpire unità cinesi nello Stretto oppure forze concentrate nei porti di imbarco sulla costa cinese.

Questa linea di acquisizione si inserisce nel contesto del recente via libera del parlamento taiwanese, controllato dall’opposizione, che il mese scorso ha approvato un ulteriore finanziamento da 25 miliardi di dollari destinato all’acquisto di munizioni statunitensi.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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