Nato: riduzione di asset Usa in Europa
Washington riduce presenza militare, spingendo alleati europei a colmare gap operativo
La riduzione di alcune capacità militari statunitensi messe a disposizione della Nato è stata descritta da fonti interne all’Alleanza come un passaggio destinato a incidere sul riequilibrio operativo tra Washington e gli alleati. A riferirlo è la "Frankfurter Allgemeine Zeitung" (Faz), secondo cui la decisione è entrata in vigore con effetto immediato e ha interessato asset di primo piano, navali ed aerei, sorprendendo diversi partner.
Tra i mezzi oggetto del ritiro figurerebbero una portaerei, un’unità di bombardieri a lungo raggio e oltre 50 caccia. La lista ufficiale resta classificata, ma fonti Nato citate dal quotidiano tedesco confermano la sostanza delle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. In mare, la misura toccherebbe una delle due gruppi portaerei, parte degli incrociatori e dei cacciatorpediniere, diversi sistemi di ricognizione marittima e sottomarini capaci di impiegare missili da crociera come i Tomahawk.
Anche la componente aerea risulterebbe ridimensionata: sarebbero coinvolti un gruppo di bombardieri a lungo raggio, decine di caccia, velivoli da rifornimento, droni da ricognizione strategica e una quota rilevante di droni armati. Secondo le valutazioni riportate, l’obiettivo della mossa sarebbe quello di sollecitare Europa e Canada ad accelerare il rafforzamento delle proprie capacità in vista del vertice Nato di luglio.
Un portavoce dell’Alleanza, scrive ancora la "Faz", ha riconosciuto che in passato la Nato ha fatto un ricorso eccessivo alle capacità militari degli Stati Uniti. Ha aggiunto, tuttavia, che l’aumento degli investimenti di Europa e Canada sta progressivamente riequilibrando il peso delle responsabilità. L’organizzazione ha comunque precisato che il processo è gestito per evitare “vuoti reali” nella deterrenza, mantenendo continuità operativa e prontezza di risposta.
Per gli analisti Nato citati dal quotidiano, la decisione americana potrebbe non esaurirsi in questa fase e rappresentare l’avvio di un disimpegno parziale più ampio, potenzialmente esteso anche alle forze terrestri nei prossimi anni, con l’intento di spingere lo sviluppo delle capacità europee. Rimane però la possibilità che, in caso di crisi, il comando Nato per l’Europa (Saceur) richieda comunque l’impiego di tali forze, se compatibile con le priorità operative globali degli Stati Uniti.
Il quadro si inserisce anche nel dibattito sul futuro dispiegamento di missili da crociera a lungo raggio in Europa. Per il momento, osserva la "Faz", è da considerarsi escluso lo schieramento di Tomahawk convenzionali nel continente, dopo il fallimento di precedenti accordi di dispiegamento.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency