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CLARA MOSCHINI

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Ryanair accelera in Emilia-Romagna, tensione su Bologna

La Regione taglia le tasse, la low-cost spinge sui minori ed incalza il "Marconi"

Nel nuovo scacchiere del traffico aereo emiliano-romagnolo, la partita più visibile si gioca sugli aeroporti di fascia minore, dove la scelta della Regione di azzerare l’addizionale municipale di 6,5 Euro per passeggero ha già prodotto un effetto immediato. È da questo cambio di contesto che Ryanair ha costruito quello che definisce il suo "più grande operativo" di sempre per l’estate: 5,3 milioni di posti offerti, in crescita del 5%, su 83 rotte complessive, oltre 700 mila passeggeri garantiti con un aumento del 50%, nove nuove tratte e 445 posti di lavoro distribuiti sull’intera regione.

La ripartizione dell’operativo mostra con chiarezza dove la compagnia stia spingendo di più. A Rimini le nuove rotte sono quattro su un totale di 12: Breslavia, Manchester, Colonia e Catania. A Parma ne arrivano tre su cinque complessive, verso Tirana, Reggio Calabria e Londra Stansted. Forlì ne conta due su tre, Cagliari e Londra Stansted. A Bologna, invece, l’unica novità è Castellón, in un quadro che comprende 63 rotte totali.

Il messaggio politico-industriale che Ryanair associa a questa espansione è altrettanto netto. "La decisione del presidente de Pascale favorevole alla crescita garantirà tariffe più basse, più rotte e maggiori opportunità per il turismo in Emilia-Romagna -assicura Eddie Wilson-. Chiediamo al Governo italiano di abolire l'addizionale municipale in tutti gli aeroporti per consentire a Ryanair di garantire una crescita ancora maggiore, con 40 aeromobili aggiuntivi, un investimento di quattro miliardi di dollari, 20 milioni di passeggeri in più all'anno, oltre 250 nuove rotte e 15.000 nuovi posti di lavoro".

Resta però un punto di frizione, perché il "Marconi" è l’unico scalo regionale rimasto fuori dall’abolizione della council tax, nonostante la compagnia auspichi che anche per Bologna venga adottata la stessa misura. Sul fronte delle ragioni della crescita rallentata, il gruppo insiste su un elemento diverso dal prelievo fiscale. "La riduzione della capacità non è legata tanto alla tassa quanto all'infrastruttura", puntualizza Ray Kelliher, direttore Airports and Commercial Finance di Ryanair.

Lo stesso Eddie Wilson lega il nodo bolognese alla gestione fisica dei flussi. "È molto difficile espandere un aeroporto e gestire i passeggeri nei tempi - osserva-. Le persone devono avere lo spazio sufficiente per entrare, effettuare il check-in dei bagagli ed è chiaro che non è così. Bologna ha bisogno di sistemare l'aeroporto".

La replica del "Marconi" non si è fatta attendere. Nazareno Ventola, ad dell’aeroporto, respinge l’idea che il quadro sia fermo o in ritardo. "Credo che Wilson non passi da Bologna da molto tempo, altrimenti avrebbe visto i risultati degli investimenti fatti in questi anni -replica-. Bologna ha fatto importanti investimenti, i risultati si vedono: abbiamo migliorato la capacità operativa già dall'inverno e anche questa estate la capacità aumenterà. Siamo un aeroporto coordinato, una scelta consapevole fatta con Enac per gestire lo sviluppo del traffico. Abbiamo la capacità per crescere ancora".

Red - 1269623

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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