Kim Jong Un accelera il riarmo navale nucleare della Rpdc
Pyongyang rilancia la deterrenza marittima con nuove unità ed infrastrutture strategiche
La Kcna ha riferito che il cacciatorpediniere "Choe Hyon" è stato ufficialmente immesso in servizio nella marina della Corea del Nord e che l’unità sarà dotata di armi nucleari. La cerimonia si è tenuta ieri, 23 giugno 2026, alla presenza del “rispettato compagno” Kim Jong Un, segretario generale del partito dei lavoratori e presidente degli affari di Stato della Repubblica popolare democratica di Corea (Rpdc).
Nel discorso pronunciato per l’occasione ha presentato la consegna del "Choe Hyon" come l’avvio di una fase più ampia per il rafforzamento della componente navale nord-coreana, inserita in un programma di potenziamento di lungo periodo volto, nelle intenzioni di Pyongyang, a far assumere alla Rpdc un ruolo di primo piano nello scacchiere geopolitico.
“Il nuovo cacciatorpediniere è un potente sistema di combattimento navale che anche noi riconosciamo con ammirazione, sta per essere finalmente messo in servizio per la marina, ed un nuovo capitolo di storia sarà scritto per la difesa della sacra sovranità marittima e dello spazio aereo della Corea” ha dichiarato Kim Jong Un. Ha poi aggiunto: “...È chiaramente un ricordo del passato quando la nostra marina esisteva come forza di difesa del mare al largo delle nostre coste...” e ha sottolineato: “...Si sta trasformando in una forza a tutti gli effetti, dotata di mezzi strategici, mentre il programma di dotazione di armi nucleari alla Marina procede senza intoppi secondo i piani...”
Secondo quanto riportato, il "Choe Hyon" sarà assegnato alla flotta del Mar occidentale, con il compito di difendere quell’area marina e scoraggiare la guerra. Nella visione dei vertici della Rpdc, l’unità rappresenta l’espressione della forza economica dello Stato e della totalità della scienza e tecnologia della difesa nazionale.
Nel corso della cerimonia di consegna, il leader nord-coreano ha affermato che “Dopo la 'Choe Hyon', metteremo presto in servizio il cacciatorpediniere 'Kang Kon'. Successivamente, vareremo una dopo l'altra navi da guerra strategiche da 10 mila tonnellate”. Ha inoltre sostenuto che si tratta di una scelta strategica di cruciale importanza, perché consentirà di mantenere la forza nucleare del Nord Corea pronta per un’operatività multiforme ed efficiente e di assumere un ruolo di primo piano nelle attività militari di difesa marittima e deterrenza bellica, raggiungendo un ulteriore e inequivocabile deterrente nucleare, potente ed affidabile.
Lunedì 22 giugno 2026, nel corso della seconda riunione plenaria del Nono comitato centrale del partito, è stata decisa anche la costruzione di nuove basi navali. In quel contesto, Kim ha illustrato il nuovo piano quinquennale del regime, che prevede l’incremento della potenza navale e la realizzazione di infrastrutture adeguate alle nuove dimensioni della flotta. “Dobbiamo costruire ogni anno due navi di superficie di classe superiore alla 'Choe Hyon', tra cui un incrociatore da 10 mila tonnellate. Dobbiamo costruire navi di scorta e navi per scopi speciali, e sviluppare e produrre sistemi d'arma sottomarini” ha dichiarato con decisione. “Diventeremo senza dubbio una potenza militare in grado di dimostrare appieno la propria forza nazionale nell'oceano, a migliaia di chilometri di distanza” ha continuato.
Lo stesso Kim Jong Un ha espresso preoccupazione per l’assenza, nel Paese, di basi idonee ad ospitare navi di tali dimensioni. “...In passato non c'era bisogno di una base del genere, oserei dire. Ora, tuttavia, la costruzione di moderne basi navali si è rivelata un compito urgente ed essenziale. Questo non perché abbiamo acquisito una maggiore estensione di terra o di mare, né perché il mare al largo del nostro Paese sia meno profondo di un tempo. Semplicemente, perché abbiamo maggiori ambizioni” ha concluso.
Il rafforzamento della marina nord-coreana e la prospettiva di armare le unità navali con testate nucleari, secondo quanto emerso, sono destinati ad incidere sugli equilibri militari regionali ed a suscitare una reazione da parte degli Usa e dei loro alleati, già preoccupati per l’intenso e rapido riarmo cinese.
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