Leonardo spinge sull’industria europea della difesa
Mariani: più cooperazione Ue, meno frammentazione nei programmi militari
Leonardo vede nel rafforzamento progressivo della spesa per la Difesa, così come delineato dall’Italia, un’impostazione utile anche sul piano politico ed industriale. L'amministratore delegato Lorenzo Mariani ha sottolineato che l’attenzione non dovrebbe limitarsi alla sola dimensione militare, ma includere anche i profili di sicurezza, un approccio che, a suo avviso, rende il messaggio più accettabile sul piano sociale. "Questo secondo me è positivo, quindi io devo dire da questo punto di vista sono ottimista e poi comunque l'industria ha la flessibilità di adattarsi a diverse modalità di finanziamento, perché alla fine quelle relative a Safe sono decisioni tecniche che non spettano a noi ma spettano al Governo", ha affermato.
Interpellato sull’eventualità di estendere alla Turchia la partecipazione a Safe, l’ad ha chiarito di non avere preclusioni di principio verso nessun Paese dell’alleanza. Il punto, però, è un altro: secondo il ceo, Safe è concepito per rafforzare la coesione dell’Europa attraverso programmi di collaborazione, motivo per cui la priorità andrebbe data al consolidamento del nucleo europeo prima di allargare il perimetro ad altri partner della Nato. "Nulla contro la Turchia assolutamente, ma credo che la priorità vada data prima a consolidare i programmi con i quali si dà un impulso all’industria europea", ha affermato.
Parlando delle ricadute per la filiera continentale, Mariani ha rivendicato la solidità dell’industria italiana, dall’ala fissa all’ala rotante fino all’elettronica, settore definito trasversale e di primo livello. Per i grandi programmi, ha osservato, servono necessariamente intese di collaborazione, perché senza accordi non si arriva lontano e gli effetti delle scelte mancate emergono quando è troppo tardi. Leonardo, ha aggiunto, è pronta a sedersi ai tavoli negoziali ed a mettere a disposizione il proprio contributo di eccellenza, chiarendo al tempo stesso che ogni gruppo deve saper riconoscere dove possiede competenze distintive e dove, invece, conviene affidarsi ad altre eccellenze, preferibilmente europee.
Nel dettaglio, l’ad ha indicato come aree di forza del gruppo l’intero comparto dell’elettronica, dai radar alla guerra elettronica fino alle comunicazioni strategiche. In questo ambito, ha spiegato, l’eccellenza poggia su un asse Leonardo Italia-Inghilterra, con stabilimenti in entrambi i Paesi ed una parte rilevante della catena di approvvigionamento dei partner. Ha citato anche Elettronica SpA, di cui Leonardo detiene il 30%.
Un altro punto di forza, ha proseguito, riguarda l’ala rotante, anch’essa sostenuta da un asse italiano ed inglese. Sul fronte dell’ala fissa, ha ricordato il ruolo fondamentale dell’Italia con Leonardo nella storia dell’Eurofighter e nelle sue evoluzioni. Ha poi menzionato Jicap, dove il gruppo ha una presenza rilevante nelle capacità di aerotrasporto e nell’aereo da addestramento, settore nel quale dispone di una competenza end-to-end sviluppata con l’aeronautica militare italiana ed oggi adottata da nazioni in tutto il mondo.
Infine, nello spazio, Leonardo opera attraverso la joint-venture con Thales. Mariani ha definito il gruppo il principale player europeo e ha espresso soddisfazione per l’ipotesi di coinvolgere anche Airbus, così da rafforzare ulteriormente il comparto spaziale europeo e dare maggiore respiro all’intera filiera, comprese le piccole e medie imprese.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency