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CLARA MOSCHINI

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Qatar, Pakistan ed Oman riaprono il canale Usa-Iran

Doha punta a ridurre l’escalation e sbloccare la navigazione nello Stretto di Ormuz

Una rete di mediazione che coinvolge Qatar, Pakistan ed Oman sta cercando di ristabilire un canale di comunicazione tra Washington e Teheran, con due obiettivi operativi immediati: abbassare la tensione regionale e consentire la ripresa della navigazione nello Stretto di Ormuz. Doha valuta che un ritorno rapido ai contatti possa costituire il primo passo verso un’intesa più estesa, anche se non è previsto, allo stato attuale, un incontro diretto fra Stati Uniti ed Iran.

Nel briefing settimanaddle di martedì, il portavoce del ministero degli esteri qatariota, Majed Al Ansari, ha confermato la prosecuzione dell’iniziativa diplomatica. "Possiamo confermare che gli sforzi sono ancora in corso con tutte le parti", ha dichiarato. La priorità, secondo Al Ansari, è definire un dispositivo provvisorio che permetta di riattivare il confronto e di riportare la mediazione a piena operatività.

"Il nostro obiettivo in questo momento è ridurre l’escalation, riaprire lo stretto e riaprire la porta alla diplomazia tra le parti", ha affermato il portavoce qatariota. Ha quindi aggiunto: "Siamo fiduciosi che, se riusciremo a ottenere una ripresa dei colloqui a breve, potremo progredire verso un accordo di ampia portata".

Lunedì il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato di avere accettato la prosecuzione dei colloqui con l’Iran dopo una richiesta formulata da Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi. Trump ha descritto l’opportunità negoziale offerta a Teheran come un’"ultima possibilità". Il presidente ha inoltre collegato i colloqui alla situazione dello Stretto di Ormuz, dichiarando che questa rotta marittima di rilievo strategico potrebbe riaprire "letteralmente già domani".

Le indicazioni fornite da Doha non coincidono con quanto sostenuto lunedì dal ministero degli esteri iraniano, che aveva escluso la presenza di negoziati in corso con Washington. Il Qatar, da tempo interlocutore significativo nei contatti fra le due capitali, aveva dapprima negato un proprio ruolo negoziale nel periodo in cui era bersaglio del fuoco iraniano.

Teheran aveva lanciato contro gli Stati del Golfo un bombardamento aereo senza precedenti, presentandolo come risposta agli attacchi statunitensi e israeliani iniziati alla fine di febbraio. In seguito l’emirato ha assunto una funzione più attiva insieme al Pakistan, affiancando l’Oman, tradizionale veicolo di interlocuzione. "Il Qatar, il Pakistan ed ora anche l’Oman stanno collaborando", ha spiegato Al Ansari, precisando che Doha opera in stretto coordinamento con Mascate per agevolare gli scambi fra le parti, inclusa la trasmissione di proposte e bozze negoziali.

red - 1270233

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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