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CLARA MOSCHINI

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Palermo punta a diventare hub strategico del Mediterraneo

Il piano di Gesap tra privatizzazione, connettività globale e transizione energetica

Per Gianfranco Battisti, la partita dell’aeroporto internazionale di Palermo “Falcone Borsellino” va ben oltre l’ammodernamento di uno scalo: riguarda il posizionamento della Sicilia nelle dinamiche economiche e nei collegamenti del Mediterraneo. L’amministratore delegato di Gesap, chiamato a guidare la società nella fase del processo di privatizzazione, indica una traiettoria nella quale aviazione, logistica, turismo, digitale ed energia convergono in un’unica strategia industriale.

Già amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Battisti è considerato fra i manager italiani più esperti nei comparti delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti. Nel corso della sua esperienza ha operato nella gestione di organizzazioni complesse e nei processi di innovazione, trasformazione industriale e sviluppo internazionale. È inoltre consigliere di amministrazione di Fincantieri, dove guida il Comitato Nomine e Corporate Governance, fa parte del consiglio di amministrazione della Luiss Business School e insegna Economia e Management dei Trasporti nei master della scuola.

Nell’intervista a "Capitalist", Battisti colloca al centro il potenziale geografico dell’Isola. “Palermo diventi molto più di un aeroporto efficiente: deve affermarsi come una piattaforma strategica per la mobilità, il turismo, il commercio e gli investimenti in Sicilia”, afferma. A suo giudizio, gli aeroporti hanno ormai una funzione che supera il trasporto aereo: possono favorire l’insediamento di imprese, generare lavoro qualificato e accrescere la capacità competitiva dei territori.

Lo scalo palermitano, nella visione dell’amministratore delegato di Gesap, dovrà ampliare la propria proiezione internazionale e sviluppare collegamenti con i maggiori mercati europei e intercontinentali. La competizione, osserva, non premierà necessariamente le infrastrutture di maggiori dimensioni, bensì quelle capaci di combinare adeguate dotazioni fisiche, innovazione, sostenibilità e qualità dell’esperienza offerta ai passeggeri.

Il quinquennio che si apre viene indicato come determinante per il consolidamento dello scalo tra le principali infrastrutture mediterranee. Le priorità riguardano l’attuazione del piano di sviluppo infrastrutturale, l’espansione del terminal, il potenziamento delle aree operative e commerciali, la digitalizzazione delle attività e il continuo miglioramento dei servizi al viaggiatore.

Un capitolo specifico riguarda la decarbonizzazione. L'ad annuncia investimenti nelle dotazioni destinate ai carburanti sostenibili per l’aviazione, i Saf, e la predisposizione dell’aeroporto alle tecnologie future, compresi idrogeno e sistemi propulsivi a basse emissioni. L’obiettivo dichiarato non è soltanto incrementare le dimensioni dello scalo, ma realizzare un’infrastruttura in grado di produrre valore, richiamare capitali e sostenere l’evoluzione economica della Sicilia.

Nel programma trovano spazio anche intelligenza artificiale, analisi dei dati e automazione. Secondo l'ad, questi strumenti potranno rendere più efficace l’impiego delle risorse, anticipare l’andamento dei flussi passeggeri, rafforzare la sicurezza, contenere i consumi energetici e consentire una manutenzione programmata prima dell’insorgere di criticità. “La tecnologia non sostituirà il valore delle persone”, sottolinea, prevedendo invece un impatto sulla qualificazione del lavoro e sulla personalizzazione dei servizi.

La valorizzazione di Gesap, precisa, non va letta come una mera iniziativa finanziaria. Il disegno consiste nell’individuare un partner internazionale in grado di apportare risorse finanziarie, capacità gestionali, rapporti commerciali e accesso a una rete globale di opportunità. La componente pubblica, nelle sue parole, manterrà il presidio dell’interesse generale e del rapporto con il territorio; il partner industriale dovrebbe invece favorire l’accelerazione degli investimenti, l’allargamento del network delle compagnie aeree e una maggiore competitività internazionale.

Oggi la competizione non è più tra singoli aeroporti, ma tra sistemi aeroportuali”, afferma. Per assumere un ruolo rilevante in questo scenario servono, secondo il manager, dimensione internazionale, forza di investimento e modelli di governance aggiornati.

Lo sviluppo della connettività produce effetti che interessano turismo, esportazioni, investimenti, logistica e attrattività complessiva della regione. Battisti attribuisce all’aeroporto un ruolo di moltiplicatore economico, capace di sostenere occupazione diretta e indiretta, favorire nuove attività imprenditoriali e accrescere le opportunità per cittadini, aziende e giovani. L’espansione del cargo, dell’intermodalità e dei servizi rivolti alle imprese rientra pertanto nel progetto di rafforzamento di Palermo quale piattaforma logistica mediterranea.

Quanto all’acquisizione di nuovi vettori e di collegamenti a lungo raggio, Battisti ritiene che gli incentivi possano incidere su una scelta, ma non rappresentino da soli un elemento risolutivo. Le compagnie, osserva, valutano l’affidabilità della gestione, la capacità di pianificazione, il livello infrastrutturale, la stabilità regolatoria, l’espansione della domanda e la credibilità di una prospettiva industriale duratura. Le rotte intercontinentali sono considerate il possibile sviluppo naturale del percorso intrapreso, poiché Palermo dispone, secondo l’amministratore delegato, delle caratteristiche necessarie per intercettare domanda e rafforzare la propria funzione nel sistema aeroportuale europeo.

La questione non si esaurisce nell’aviazione. Battisti richiama la necessità di una reale integrazione fra aeroporti, porti, rete ferroviaria e logistica: infrastrutture che dovrebbero essere concepite come componenti di un medesimo sistema di mobilità per persone, merci e imprese. Da questa intermodalità dipendono, nella sua analisi, la riduzione dei costi logistici, una migliore accessibilità dell’Isola e la capacità della Sicilia di consolidare la propria posizione nel Mediterraneo.

Le prospettive del turismo siciliano nei prossimi dieci anni vengono giudicate favorevoli, a condizione che la crescita non venga valutata esclusivamente attraverso il numero di arrivi. La sfida indicata da Battisti è orientare l’offerta verso un turismo di qualità, distribuire i flussi lungo l’intero anno, valorizzare le aree interne e connettere in modo più efficace il comparto turistico alle infrastrutture di trasporto. In questo processo, l’aeroporto è destinato a essere uno degli strumenti principali.

Agli investitori, l'ad propone l’immagine di una Sicilia in una nuova fase, caratterizzata da stabilità, opportunità di investimento e da un collocamento geografico peculiare nel quadro europeo. Chi guarda alla Sicilia non deve più vedere una periferia dell’Europa, ma una piattaforma strategica al centro delle nuove rotte economiche del Mediterraneo”, dichiara. Infrastrutture, turismo, logistica, energia e innovazione sono i settori nei quali individua rilevanti margini di crescita. La responsabilità delle istituzioni e dei gestori, conclude, è assicurare trasparenza, efficienza, tempi certi ed una visione di lungo periodo a quanti scelgono di investire sull’Isola.

Tratto dal Capitalist.it

Red - 1270260

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