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CLARA MOSCHINI

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Etna paralizza gli arrivi a Catania (2): cosa possono fare davvero i passeggeri

Eruzione vulcanica rientra in circostanze eccezionali previste da Regolamento europeo, no a compensazione pecuniaria

L’eruzione dell’Etna ha rimesso in ginocchio il traffico aereo siciliano, costringendo l’aeroporto di Catania a chiudere gli arrivi ed a mantenere operative solo le partenze (vedi AVIONEWS), con un equilibrio fragile che cambia di ora in ora. La conseguenza è una catena di disservizi che si ripercuote sui passeggeri. Voli cancellati, riprogrammati, dirottati su altri scali, comunicazioni che arrivano a ridosso della partenza, itinerari che si trasformano in percorsi ad ostacoli.

I vettori aerei stanno avvisando i viaggiatori con messaggi. Alcuni voli vengono cancellati, altri vengono dirottati su Palermo o Trapani, nel tentativo di salvare almeno una parte dell’operatività. È un contesto in cui il vettore non ha responsabilità diretta. Un’eruzione vulcanica rientra nelle circostanze eccezionali previste dal Regolamento europeo 261/2004, e per questo non scatta la compensazione pecuniaria. Ma la tutela del passeggero non si esaurisce qui.

Il Regolamento prevede infatti che, quando la compagnia non riesce a fornire assistenza adeguata, il viaggiatore possa ottenere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale. È un diritto spesso ignorato, ma decisivo in situazioni come questa. Chi riceve una riprotezione fissata nei giorni successivi può decidere di non accettarla ed organizzarsi da sé: acquistare un nuovo biglietto, partire da un altro aeroporto, prendere un bus, un treno o un taxi per arrivare a Catania. Tutto ciò che serve è conservare la prenotazione originale ed ogni ricevuta, scontrino o fattura che documenti le spese affrontate. Senza quella traccia, il rimborso diventa impossibile.

C’è poi il caso dei voli operati ma dirottati su altri scali. Anche qui la compagnia ha l’obbligo di assistere il passeggero nel completare il viaggio fino a Catania. Se questo non avviene, il viaggiatore può provvedere autonomamente e chiedere il rimborso successivo, sempre nel limite della ragionevolezza. Quindi niente soluzioni eccessive, niente costi sproporzionati rispetto alla situazione.

"I passeggeri che subiranno disservizi a causa dell’eruzione dell’Etna –spiega Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso– possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non vengono riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti per raggiungere Catania. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli".

red/f - 1270283

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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