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CLARA MOSCHINI

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Aeroporti sardi, stop ai fondi per la holding unica

Pittalis e Tedde chiedono garanzie su governance, investimenti e ruolo di Alghero

Il rinvio al 2027 degli oltre 30 milioni di euro previsti per il progetto di integrazione dei tre aeroporti sardi viene letto da Pietro Pittalis e Marco Tedde come una sospensione sostanziale dell’operazione. I deputati sardi di Forza Italia ritengono che la scelta della Giunta regionale confermi le criticità sollevate in precedenza sulla prospettata holding unica per gli scali di Cagliari, Alghero e Olbia.

La decisione è stata comunicata ieri in Consiglio regionale dall’assessore ai Trasporti Barbara Manca, durante l’esame degli emendamenti all’assestamento di bilancio. Le risorse, superiori a 30 milioni, non saranno quindi trasferite prima del 2027: la Regione intende utilizzare questo periodo per completare gli approfondimenti ritenuti necessari sull’aggregazione societaria, con particolare riferimento ai patti parasociali.

“Avevamo espresso da subito forti perplessità su questa singolare operazione”, affermano Pittalis e Tedde, richiamando i temi della governance, dell’incidenza concreta della Regione nella futura struttura e della protezione dell’interesse pubblico. I due parlamentari indicano inoltre la necessità di salvaguardare le peculiarità dei singoli scali.

Per Alghero, spiegano, la questione riguarda soprattutto il mantenimento di una funzione adeguata per l’aeroporto del Nord-Ovest della Sardegna. “Avevamo soprattutto chiesto come si intendesse tutelare uno scalo strategico per il Nord-Ovest della Sardegna, evitando che la fusione si traducesse in un semplice accentramento delle decisioni”, dichiarano.

Secondo gli esponenti azzurri, la necessità di riesaminare i patti parasociali e il differimento delle risorse certificano che il dossier non disponeva ancora di un quadro sufficientemente definito. “Se servono ulteriori approfondimenti sui patti parasociali e se i 30 milioni vengono fatti slittare al 2027, significa che l’operazione, così come era stata impostata, non era sufficientemente definita e non offriva le necessarie garanzie”, sostengono.

Pittalis e Tedde non considerano il provvedimento un semplice differimento di natura tecnica. A loro giudizio, esso incide sull’impianto stesso del progetto. “Prendiamo atto con soddisfazione che la Regione abbia finalmente deciso di fermarsi e approfondire”, osservano, sottolineando che l’impiego di 30 milioni di risorse pubbliche e la definizione degli assetti futuri delle infrastrutture aeroportuali richiedono risposte puntuali.

I parlamentari chiedono chiarezza sui soggetti titolari delle decisioni, sui relativi poteri, sulla programmazione degli investimenti e sugli impegni relativi a rotte e incremento del traffico. Ritengono inoltre necessario definire gli strumenti attraverso i quali la Regione potrà tutelare l’interesse pubblico, senza limitarsi al richiamo dei benefici di una generica rete aeroportuale.

“Alghero non può essere considerato una semplice pedina di un’operazione societaria decisa altrove”, aggiungono, sollecitando garanzie verificabili in materia di investimenti, connettività, collegamenti e ruolo dello scalo per il Nord-Ovest dell’Isola. La conclusione affidata da Pittalis e Tedde alla nota riprende la celebre formula di Gino Bartali: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”.red

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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