Sardegna, scontro Ryanair-Aeroitalia su tasse e investimenti
Intrieri contesta il piano del vettore irlandese e chiede trasparenza sui benefici reali
Il confronto sulla fiscalità aeroportuale in Sardegna si intreccia con un nuovo scambio di accuse tra Ryanair e Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, vettore impegnato sulle rotte della continuità territoriale. Al centro della disputa vi è la decisione della Regione di finanziare, attraverso una variazione di bilancio, l’azzeramento dell’addizionale municipale d’imbarco da 6,50 euro durante la stagione invernale: un intervento per il quale sono stati stanziati 18,2 milioni di euro.
Per il vettore irlandese, la cancellazione limitata ai mesi invernali rappresenta una “mezza misura priva di visione”. La compagnia lega invece la soppressione dell’imposta per l’intero anno a un piano dichiarato da 400 milioni di dollari e a 900 posti di lavoro. Intrieri contesta l’impostazione di questa richiesta, osservando che quattro aeromobili aggiuntivi non costituiscono asset permanenti dell’Isola, poiché restano beni mobili trasferibili in altre basi in tempi molto rapidi. Secondo il ceo di Aeroitalia, occorrerebbe distinguere la quota realmente riconducibile a CAPEX, ossia investimenti in conto capitale stabilmente localizzati, da altre voci presentate come investimento.
Lo stesso ragionamento viene esteso agli effetti occupazionali. Intrieri rileva infatti che i posti di lavoro “supportati” non coincidono necessariamente con nuove assunzioni effettuate direttamente da Ryanair in Sardegna. La posizione espressa dal manager arriva mentre la Regione ha deciso di concentrare risorse rilevanti sul comparto aereo, includendo l’intervento sull’addizionale comunale applicata ai passeggeri in partenza.
Un altro fronte riguarda Cagliari-Elmas e la revisione dei diritti aeroportuali. Intrieri richiama una procedura avviata nel luglio 2025, durante la quale, secondo quanto riferisce, Ryanair si sarebbe opposta a una riduzione generalizzata delle tariffe proposta da Sogaer, gestore dello scalo, nell’ambito del percorso sottoposto all’ART, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Da qui la domanda posta dal ceo di Aeroitalia: “Perché opporsi a una riduzione generalizzata dei diritti aeroportuali?”
Secondo Intrieri, il tema solleva un interrogativo sul modello negoziale perseguito dal vettore irlandese: “Ryanair vuole davvero aeroporti meno costosi oppure vuole preservare la possibilità di ottenere condizioni economiche migliori degli altri?”. L’ipotesi avanzata dal manager è che condizioni uniformemente più basse per tutti gli operatori possano avere un valore diverso rispetto alla possibilità di trattare intese economiche differenziate grazie al proprio peso commerciale.
Intrieri interviene anche dopo che Ryanair ha definito inaffidabili le rotte soggette agli oneri di servizio pubblico. “Ryanair dovrebbe essere particolarmente prudente quando distribuisce patenti di affidabilità agli altri”, afferma il ceo di Aeroitalia, citando il monitoraggio ufficiale regionale dell’8 luglio 2026. In base ai dati richiamati, su migliaia di collegamenti operati dalla compagnia soltanto lo 0,22% ha registrato ritardi superiori alle tre ore. Intrieri ribadisce inoltre che la continuità territoriale non è concepita per massimizzare i volumi di traffico, ma per assicurare la mobilità ai residenti di un territorio insulare. Aeroitalia è stata negli ultimi mesi al centro di contestazioni per ritardi, cancellazioni e disservizi, circostanze che hanno portato anche alla formalizzazione di un richiamo da parte della Regione.
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