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CLARA MOSCHINI

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Biocarburanti, la leva industriale per la transizione europea

Studio Teha-Eni: Hvo e Saf rilanciano siti produttivi, filiere ed autonomia energetica europea

La riconversione degli impianti di Porto Marghera (Venezia), completata da Eni nel 2014, e di Gela, avviata nel 2019, viene indicata come un caso concreto di trasformazione industriale associata alla transizione energetica. Secondo lo studio Sustainable biofuels as a strategic lever for industrial competitiveness, energy security and decarbonization, elaborato da Teha Group con Eni e presentato al forum Ambrosetti, i biocarburanti ottenuti da materie prime rinnovabili possono sostenere simultaneamente la decarbonizzazione dei trasporti, la sicurezza degli approvvigionamenti e la competitività produttiva europea.

Le due conversioni dimostrano la possibilità di rigenerare siti industriali preservando competenze, occupazione e continuità produttiva, con ricadute anche sulla coesione delle comunità locali. In questa prospettiva, gli obiettivi climatici non comporterebbero necessariamente un ridimensionamento della base manifatturiera europea. Le stime riportate nello studio attribuiscono agli investimenti privati europei nel comparto un potenziale contributo fino a 66 miliardi di Euro di Pil ed il sostegno ad oltre 33.000 posti di lavoro.

Il vantaggio dei biocarburanti riguarda inoltre la loro applicabilità immediata su una parte rilevante dei mezzi già in esercizio. Più di 170 milioni di veicoli diesel europei Euro 5-V ed Euro 6-VI risultano compatibili, previa validazione del costruttore, con prodotti rinnovabili quali l’Hvo. Questo carburante può essere impiegato puro, senza miscelazione con componenti fossili, e non richiede modifiche né ai motori né alle infrastrutture distributive. Una possibilità analoga interessa il settore marittimo, dove l’Hvo può essere usato in purezza; nell’aviazione, invece, il Saf può essere impiegato in miscela con jet fuel convenzionale fino al 50%. Il rapporto mette tali prospettive a confronto con i circa 49 miliardi di euro di risorse pubbliche destinati alla mobilità elettrica tra il 2016 ed il 2030, rilevando che la struttura delle catene del valore rischia di rendere la Cina tra i principali beneficiari.

red - 1270566

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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