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CLARA MOSCHINI

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Leonardo punta sull’integrazione tra piattaforme e droni

Uav, IA e spazio al centro della nuova architettura multidominio europea

La trasformazione della guerra contemporanea sta imponendo alle forze armate un modello operativo nel quale piattaforme pesanti e capacità distribuite devono agire come un unico sistema. Dai fronti ucraino e mediorientale emerge infatti un impiego sempre più integrato di mezzi tradizionali, droni, intelligenza artificiale ed assetti spaziali, con una crescente attenzione alla produzione su larga scala di sistemi a costo contenuto. È il quadro dell’affordable mass e della mosaic warfare: il vantaggio non dipende soltanto dalle qualità di un singolo carro, velivolo o nave, ma dalla possibilità di coordinarne l’azione con numerose piattaforme nuove in un ambiente multidominio.

Per Leonardo, questa evoluzione è già un criterio di organizzazione industriale e di investimento. L’azienda sta ridefinendo il proprio portafoglio superando una ripartizione strettamente basata sui singoli domini, per privilegiare il collegamento fra sistemi convenzionali e capacità distribuite di nuova generazione. I sistemi tradizionali, come carri armati, aerei e navi, dovranno continuare a operare insieme ai nuovi sistemi, a partire dai droni, ma non soltanto" ha spiegato Lorenzo Mariani - "dovranno integrare le nuove tecnologie, dall'intelligenza artificiale alle capacità basate nello spazio, così da assicurare quella dimensione multidominio che osserviamo oggi nei conflitti”.

Il tema si colloca in una fase di forte incremento dei bilanci militari europei. Secondo uno studio di Leonardo e Thea Group, citato da "La Verità", nell’ultimo quinquennio la spesa per la difesa dei Paesi europei è aumentata del 112% e nel 2026 potrebbe raggiungere il livello record di 454 miliardi di Euro. L’accelerazione finanziaria non ha tuttavia risolto il problema della disarticolazione delle scelte nazionali.

Soltanto il 24% degli acquisti europei nel settore difesa viene effettuato attraverso programmi collaborativi, mentre l’80% della spesa resta destinato a sistemi nazionali. Questa dispersione, secondo i dati richiamati nello studio, comporta inefficienze valutate in almeno 25 miliardi di Euro ogni anno. Ad "Airpress", l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha indicato nella convergenza dei requisiti un passaggio essenziale per costruire una più effettiva capacità europea. “Quasi tutti gli Stati europei hanno intrapreso un percorso positivo di aumento della spesa per la Difesa, in linea con le indicazioni della Nato tuttavia, sul piano dei requisiti, questo processo procede ancora in maniera eccessivamente frammentata, e sarebbe necessario arrivare a requisiti condivisi, perché le minacce che affrontiamo sono comuni e conosciute”.

Il messaggio centrale che stiamo portando avanti, e al quale stiamo adeguando industria, investimenti e attività - ha aggiunto - è che i sistemi tradizionali devono convivere con quelli nuovi”.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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