Italia-Giappone, ricerca ed industria rafforzano l’asse strategico
Alla Camera il dialogo bilaterale su innovazione, Gcap e filiere tecnologiche condivise
La rete scientifica tra Italia e Giappone conta, nel 2025, circa 200 accordi fra università ed organismi di ricerca; dal 1970, i ricercatori dei due Paesi hanno inoltre firmato insieme circa 21.000 pubblicazioni. Su questa base si è sviluppato il confronto ospitato oggi alla Camera dei deputati, dedicato al tema “La Scienza al Servizio della salute e della pace - Cooperazione Italia-Giappone: un punto di svolta. Una grande opportunità”, nel quadro delle celebrazioni per i 160 anni delle relazioni diplomatiche bilaterali.
Al centro dell’iniziativa è emersa una cooperazione che coinvolge ricerca, alta formazione, industria, sicurezza e difesa. Il Global Combat Air Programme (Gcap), sviluppato da Italia, Giappone e Regno Unito per il sistema aereo da combattimento di nuova generazione, è stato indicato come una delle espressioni più rilevanti dell’integrazione tecnologica e industriale fra Roma e Tokyo. Il programma riunisce capacità produttive, tecnologie, attività di ricerca e competenze avanzate dei tre partner.
Per il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, l’appuntamento rappresenta “un nuovo punto di inizio nella relazione tra l’Italia e il Giappone”. Nel suo intervento ha osservato che “La scienza al servizio della salute e della pace può sembrare un’antinomia, ma è un’antinomia soltanto apparente, perché scienza e pace vanno esattamente nella stessa direzione”. Mulè ha richiamato anche la dimensione culturale, scientifica ed economica degli investimenti giapponesi in Italia, descritti come massicci, e ha definito l’incontro “la tappa di un percorso che va avanti” grazie al lavoro congiunto di donne e uomini dei due Paesi, accomunati da valori e finalità.
La cornice istituzionale della collaborazione scientifico-tecnologica risale al 1988, anno della firma a Tokyo dell’accordo di cooperazione scientifica e tecnologica. Oggi le aree prioritarie comprendono intelligenza artificiale, tecnologie agricole avanzate, mobilità sostenibile, biodiversità e medicina. Il dibattito di Montecitorio ha preso in esame anche il trasferimento dei risultati della ricerca verso i comparti aerospaziale, farmaceutico, biomedicale, agroalimentare e automotive.
Un possibile terreno di cooperazione riguarda inoltre le grandi opere. Il presidente della Sezione di amicizia dell’Unione interparlamentare Italia-Giappone, Eugenio Zoffili, ha richiamato l’esperienza nipponica nella realizzazione e nella gestione dei ponti, citando in particolare il ponte di Akashi. Secondo Zoffili, quel patrimonio tecnico e progettuale può offrire elementi utili anche nel percorso italiano relativo al ponte sullo Stretto di Messina. “Sono esempi concreti di come due Paesi lontani geograficamente possano mettere insieme conoscenze, esperienze e capacità industriali, creando nuove opportunità per le imprese e per i territori”, ha dichiarato.
L’evento è stato promosso dalla Fondazione Italia Giappone, dalla Sezione interparlamentare di amicizia Italia-Giappone dell’Uip e dalla Sapienza Università di Roma, con il patrocinio delle ambasciate dei due Paesi. La moderazione è stata affidata al presidente della Fondazione Italia Giappone Umberto Vattani. Ha inviato un videomessaggio di saluto il presidente della commissione Affari esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri.
Fra i rappresentanti istituzionali intervenuti figurano l’ambasciatrice del Giappone in Italia Hikariko Ono, l’ambasciatore italiano a Tokyo Mario Vattani, collegato da remoto, e la vicedirettrice nazionale degli Armamenti Luisa Riccardi. Per il sistema universitario e scientifico hanno partecipato la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, la rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia Tiziana Lippiello, la vicepresidente dell’Istituto di Scienza di Tokyo Junko Morikawa, il presidente dell’università medica del Kansai Tatsu Kinashi e Toshiyuki Takagi, direttore dell’ufficio di Strasburgo della Società giapponese per la promozione della scienza.
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