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CLARA MOSCHINI

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Difesa, l’Aid accelera su riciclo strategico e mini reattori

A Firenze con Leonardo il recupero di metalli critici dalle elettroniche militari dismesse

Il recupero di metalli strategici dalle apparecchiature militari a fine vita e l’ipotesi di impiegare piccoli reattori nucleari negli impianti energivori della Difesa entrano nel piano di riqualificazione dei nove stabilimenti di Agenzia industrie difesa. Il programma, illustrato dal direttore generale Fiammetta Salmoni, indica Noceto, in provincia di Parma, come possibile polo per il nucleare e assegna allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze un progetto sviluppato con Leonardo per estrarre materie prime critiche dalle schede elettroniche destinate al trattamento come rifiuti.

La filiera del riciclo riguarda apparati, chip e componenti provenienti da sistemi bellici non più utilizzabili. Secondo Salmoni, «ogni anno l’industria italiana della Difesa dismette tonnellate di apparecchiature elettroniche: nel solo 2025 i siti italiani di Leonardo hanno generato centinaia di tonnellate di rifiuti elettronici, oltre la metà dei quali dalla Divisione Elettronica». L’obiettivo è intercettare materiali che lasciano gli impianti come scarti e reimmetterli nella filiera nazionale. Un documento interno dell’Agenzia segnala che una tonnellata di schede elettroniche militari può contenere da 100 a 300 grammi di oro, contro i 5 grammi di una scheda tradizionale, oltre ad argento, palladio, rame, stagno, nichel e tantalio. Nei moduli radar più avanzati è inoltre presente gallio, materia prima strategica europea sottoposta ai controlli cinesi sulle esportazioni. «Recuperarlo a Firenze significherebbe ridurne la dipendenza», afferma Salmoni, richiamando il Critical Raw Materials Act dell’Unione europea, che stabilisce per il 2030 una quota del 25 per cento di materie prime strategiche provenienti dal riciclo.

L’Agenzia dispone di nove siti sul territorio nazionale, impegnati in attività che vanno dalle munizioni e dagli esplosivi alla produzione farmaceutica. A Capua vengono realizzate cartucce a salve; Firenze ospita l’unica officina farmaceutica statale che produce medicinali per le Forze armate; Fontana Liri è dedicata alle polveri da sparo e Torre Annunziata alle maschere antigas. A Noceto si svolgono la demilitarizzazione e la polverizzazione in sicurezza delle munizioni giunte al termine della vita operativa. Il sito dispone di grandi forni rinnovati. Anche Baiano di Spoleto, dove vengono trattati granate d’artiglieria, munizioni per carri armati e blindati, bombe da mortaio e a mano e giubbotti antiproiettile, è stato indicato dalla direttrice come struttura particolarmente energivora da considerare per la sperimentazione nucleare.

Lo studio sui consumi energetici commissionato da Salmoni ha individuato gli stabilimenti nei quali gli Small Modular Reactors potrebbero avere maggiore applicazione. Nei documenti interni si stima per le nove sedi Aid un fabbisogno annuo di circa 21 GWh; sistemi Smr di nuova generazione da 50 MW potrebbero generare circa 394 GWh l’anno, una quantità superiore alle necessità dell’Agenzia e tale da consentire la vendita dell’energia eccedente.  Nel frattempo è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge delega sul nucleare sostenibile: il Parlamento ha definito principi e obiettivi per il ritorno al nucleare e il Governo dovrà adottare, entro i prossimi dodici mesi, uno o più decreti legislativi sulla produzione e sull’impiego dell’energia nucleare. Salmoni, tra le poche donne ai vertici delle Forze armate, colloca così il progetto nella prospettiva di una Green Defense che comprende sicurezza degli approvvigionamenti, recupero delle risorse e sostenibilità ambientale.

red - 1271022

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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