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CLARA MOSCHINI

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FMI, Arabia Saudita verso una contrazione del 3,3% nel 2026

Il conflitto colpisce infrastrutture e traffici energetici, aggravando le prospettive regionali

Le prospettive per l’Arabia Saudita delineano una recessione rara per un’economia storicamente sostenuta dalla solidità delle esportazioni energetiche: secondo le nuove stime del Fondo monetario internazionale, il Pil del regno dovrebbe ridursi del 3,3% nel 2026.

La previsione si inserisce in un quadro regionale gravemente deteriorato dalla guerra iniziata in Iran e successivamente estesa all’Arabia Saudita ed allo Yemen. Martedì il FMI ha indicato per il Medio Oriente e l’Asia centrale, area direttamente coinvolta dagli effetti del conflitto iraniano, una contrazione complessiva dello 0,3% nel 2026. Le economie del Golfo risentono sia del prolungarsi delle ostilità sia delle perturbazioni che continuano a colpire il traffico marittimo connesso ai flussi energetici.

Pur prevedendo una futura ripresa per gli Stati mediorientali ricchi di risorse energetiche, il direttore regionale del FMI, Jihad Azour, ha escluso un ritorno rapido ai livelli precedenti al conflitto. "Non torneremo alla traiettoria prebellica nel medio termine perché questo shock avrà un impatto devastante su vari settori e comprometterà anche un certo numero di infrastrutture, richiedendo spese aggiuntive per aumentare la resilienza", ha dichiarato giovedì ai giornalisti.

Le valutazioni del Fondo arrivano mentre proseguono gli scontri tra l’Arabia Saudita e gli Houthi yemeniti. Negli ultimi giorni il confronto fra la coalizione guidata da Riad e gli Houthi ha conosciuto una marcata escalation: attacchi missilistici mortali hanno interessato aeroporti, impianti energetici e la sede di Aramco, il colosso petrolifero statale saudita.

Mercoledì la direttrice generale del FMI, Kristalina Georgieva, aveva avvertito che gli attacchi in corso contro l’Arabia Saudita potrebbero ripercuotersi sulle persone "ovunque".

Il tema è stato al centro delle discussioni di questa settimana a Bangkok, dove funzionari ed esperti hanno esaminato le principali fragilità dell’economia globale: tra queste, la persistenza di costi energetici elevati e l’incertezza sulla sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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