Camporini: intelligence Usa cruciale per la difesa aerea di Kiev
Il generale evidenzia il divario europeo ed i rischi legati alle restrizioni su Starlink
Per Kiev, la disponibilità di dati d’intelligence statunitensi resta un elemento decisivo soprattutto contro la minaccia balistica. È la valutazione del generale Vincenzo Camporini, espressa in un’intervista a "Qn", nella quale ha richiamato l’efficacia del dispositivo tecnologico americano nel rilevare con anticipo le traiettorie dei vettori, consentendone il contrasto e l’allertamento della popolazione.
Secondo il generale, i Paesi europei non possiedono oggi capacità equivalenti sotto il profilo dell’efficienza. Un’eventuale sospensione del supporto informativo fornito da Washington, ha osservato, "limiterebbe fortemente la capacità difensiva di Kiev soprattutto sui missili balistici".
L’ex-capo di Stato Maggiore della Difesa ha inoltre definito molto seria la limitazione della rete Starlink. Tale vincolo, ha spiegato, impedisce agli ucraini di utilizzare droni intercettori nella protezione dello spazio aereo, in particolare contro i droni Shahed: una capacità che ha descritto come "estremamente rapida, efficace e poco neutralizzabile".
Nella stessa intervista, Camporini è intervenuto sulle dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto riguardo alla possibile installazione di un radar nei Balcani, destinato alla difesa dell’area e dell’Italia anche in prospettiva di una riduzione dell’impegno della missione Kfor in Kosovo. L’Italia, ha affermato il generale, dispone di apparati elettronici avanzati e può offrire competenze rilevanti ad altri Paesi.
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