Cargo aereo, Anama: servono investimenti e regole europee
E chiede digitalizzazione, capacità cold chain ed un quadro tariffario Ue uniforme
Il trasporto aereo delle merci conserva un peso determinante per il valore dell’interscambio italiano, ma attraversa una fase di crescente pressione. Pur rappresentando approssimativamente il 5% dei volumi complessivi movimentati nel Paese, il cargo aereo supera il 35% in termini di valore delle merci trasportate. Un equilibrio che, secondo Paolo Maderna, presidente di Anama (Associazione nazionale agenti merci aeree) rischia di essere compromesso dalle nuove tariffe applicate ai pacchi provenienti da Paesi extra-Ue.
Intervistato da "Italpress", il presidente segnala che l’anticipazione, diffusa alla fine dello scorso anno, di un primo onere di handling da 2 Euro ha già prodotto conseguenze rilevanti sui flussi. “Anche solo l’annuncio dei 2 Euro di handling iniziali, fatto alla fine dell'anno scorso, aveva già portato una riduzione di più del 30% del traffico in Italia”, afferma. La contrazione è stata accompagnata dal trasferimento di una parte delle spedizioni verso altri Paesi: “Molti traffici sono stati dirottati, quindi il sistema Italia ha perso traffico”.
Il quadro tariffario è destinato ad irrigidirsi ulteriormente. Un primo dazio da 3 Euro è entrato in vigore il 31 luglio; per novembre è invece programmata l’applicazione, a livello europeo, di altri 2 Euro di handling fee. Per il presidente dell’associazione, che riunisce circa 300 imprese e tutti gli agenti Iata (International Air Transport Association) italiani, la risposta dovrebbe coinvolgere l’intero continente. “La nostra speranza è che questo non sia solo un problema italiano, ma sia un problema europeo”, osserva il presidente, rilevando che gli Stati nei quali queste misure non sono ancora operative stanno intercettando le merci sottratte ai flussi italiani.
Dopo un 2025 che aveva superato le attese iniziali, il 2026 ha segnato un rallentamento per il comparto. La flessione dell’e-commerce e l’instabilità geopolitica in Medio Oriente hanno inciso sull’andamento del mercato. Le criticità incontrate dal trasporto marittimo hanno tuttavia spinto parte della domanda verso l’aereo, impiegato come alternativa operativa nei corridoi più esposti alle tensioni. “Il cargo aereo viene visto un po' come una rotta rifugio, appunto, per le tensioni geopolitiche attuali”, spiega Maderna.
Tra le richieste avanzate da Anama figura un’accelerazione nella digitalizzazione degli aeroporti italiani, con sistemi più efficaci per lo scambio informativo tra scali ed operatori, minori tempi di attesa e procedure più efficienti. Il presidente richiama anche l’esigenza di rafforzare le infrastrutture riservate alle merci sensibili, in particolare ai prodotti farmaceutici, così da assicurare una gestione più adeguata della catena del freddo. “Purtroppo il cargo viene visto da parte degli investitori degli aeroporti non come il settore nel quale investire di più perché gli aeroporti vivono di passeggeri. E il cargo ne risente”, conclude.
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