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CLARA MOSCHINI

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Heathrow, la terza pista rischia di pesare sui passeggeri

Rab al centro dello scontro: compagnie e Caa valutano un piano da 49 miliardi

Il nodo decisivo per l’espansione di Heathrow non è soltanto la nuova pista, ma il meccanismo con cui verrebbe pagata. I vettori aerei temono che un investimento indicato in 49 miliardi di sterline si traduca in un forte rincaro per i passeggeri, attraverso la regolazione della base patrimoniale, la Rab. L’amministratore delegato dell’aeroporto, Thomas Woldbye, sostiene che l’operazione sarebbe un "investimento interamente privato"; tuttavia, i ricavi necessari a remunerarlo sarebbero recuperati dalle compagnie e, in ultima analisi, dagli utenti dello scalo.

Il presidente della commissione trasporti, Ruth Cadbury, ha osservato durante l’audizione di Woldbye che il sistema rappresenta una "scommessa sicura per i vostri investitori". La Rab attuale di Heathrow vale 21,7 miliardi di sterline ed aumenterebbe sensibilmente anche assumendo un costo complessivo fermo a 49 miliardi. Gli azionisti dell’aeroporto, ha chiarito Woldbye, intendono ottenere un rendimento regolato analogo a quello esistente, mentre la Caa (Civil Aviation Authority) consulta le compagnie su possibili modifiche al modello regolatorio.

Secondo le aviolinee, il risultato sarebbe un passaggio delle tariffe per passeggero da circa 28 sterline per volo a 65, in uno scalo già indicato come il più costoso al mondo. Il confronto con il ricavo medio per posto di easyJet, pari a 86 sterline, evidenzia la portata della preoccupazione. Woldbye ha affermato di voler limitare l’incremento a 15 sterline e ha richiamato l’esigenza di garantire la connettività regionale, ma non ha chiarito come tale obiettivo possa conciliarsi con l’entità del programma. Il deputato laburista Scott Arthur gli ha ricordato che "Le compagnie aeree affermano all’unanimità che non è economicamente sostenibile".

Il progetto elaborato da Heathrow comprende 33 miliardi di sterline per una pista di 3500 metri ed un sesto terminal, più 16 miliardi destinati alla riqualificazione del resto dell’aeroporto. Richiederebbe inoltre la demolizione di almeno 752 abitazioni e la deviazione delle dodici corsie della M25. La proposta alternativa presentata da Surinder Arora, valutata 23 miliardi di sterline, prevede invece una pista di 2800 metri e dun nuovo terminal, senza gli altri lavori di ammodernamento inclusi nel piano dell’aeroporto. Inoltre ritiene che quella pista possa accogliere quasi tutti i voli attualmente operati a Heathrow.

Caa ha però valutato che le stime di Arora non incorporino 5 miliardi di sterline per l’acquisizione dei terreni; lo stesso promotore contesta questa conclusione. Entrambi i preventivi sono espressi a prezzi 2024. Nessuno dei due include, soprattutto, gli oneri aggiuntivi per l’accesso terrestre, inclusi i nuovi collegamenti ferroviari necessari qualora il traffico annuo salisse dagli attuali 84 milioni di passeggeri a circa 150 milioni. Helen Elsby, responsabile dello sviluppo di Heathrow, ha dichiarato che l’aeroporto contribuirebbe con una somma "adeguata" ai benefici ricevuti, senza indicarne l’ammontare.

Nel precedente tentativo di costruire la terza pista, le opere di superficie erano state stimate in 15 miliardi di sterline a prezzi 2018. Resta inoltre il rischio di un ulteriore deterioramento dei costi: fra il 2019 ed il 2024, nove progetti di costruzione hanno registrato mediamente una spesa finale superiore del 61% rispetto al budget iniziale. Per Arora, il criterio essenziale è semplice: "Qualsiasi progetto deve essere economicamente sostenibile. Se non lo è, la gente non userà l’aeroporto". A suo giudizio, realizzare un’infrastruttura che "costi tre volte Schiphol", ad Amsterdam, la trasformerebbe in una "città fantasma".

Le riserve non sono limitate alla struttura finanziaria. La bozza della dichiarazione di politica nazionale per l’espansione di Heathrow, pubblicata dal governo del predecessore di Andy Burnham in giugno, contiene una valutazione del Dipartimento dei trasporti che attribuisce al progetto un valore attuale netto negativo di "meno 62,5 miliardi di sterline". Il comitato per il cambiamento climatico ha inoltre concluso che "non esiste un percorso credibile per l’espansione di Heathrow nei limiti degli impegni presi dal Regno Unito in base alle politiche attuali".

Neppure la prospettiva occupazionale fornisce un sostegno inequivocabile. Pur parlando di 100.000 nuovi posti di lavoro, Woldbye si confronta con l’analisi del dipartimento dei trasporti, secondo cui tali impieghi deriverebbero principalmente dalla riallocazione della forza-lavoro nel Paese, non da un incremento dell’occupazione totale. Alla vigilia dell’audizione davanti alla commissione trasporti, Woldbye ha dichiarato alla "Bbc": "Sarebbe bene sapere a che punto è il governo su questo, aggiungendo: spero che il primo ministro si faccia avanti".

In queste condizioni, l’assenza di fretta attribuita ad Andy Burnham appare comprensibile. Per sostenere razionalmente un progetto da 49 miliardi di sterline, il primo ministro dovrebbe ancora affrontare interrogativi irrisolti sul costo definitivo, sulle connessioni a terra, sulle tariffe, sulla sostenibilità economica e sulla compatibilità climatica. Una pista più corta, realizzata in larga misura sull’area aeroportuale esistente e con una spesa più contenuta, potrebbe ancora avere una sua giustificazione; non è però il piano oggi promosso da Heathrow.

red - 1271163

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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