Aeroporti sardi, utili divisi tra riserve e dividendi
Sogaer reinveste, Geasar remunera i soci: il nodo della futura holding regionale
Il confronto tra i bilanci di Sogaer e Geasar, gestori rispettivamente degli aeroporti di Cagliari ed Olbia, fotografa due politiche di impiego degli utili profondamente diverse nel quinquennio 2021-2025. La società cagliaritana ha privilegiato il rafforzamento patrimoniale e l’autofinanziamento degli investimenti; quella gallurese ha invece destinato una quota largamente prevalente dei risultati economici alla remunerazione degli azionisti.
Nel periodo considerato, Sogaer ha distribuito dividendi per 9,9 milioni di Euro. Geasar ha invece erogato 117,8 milioni tra il 2021 ed il 2024, valore che sale a 141,6 milioni includendo l’esercizio 2025. Il controllo societario è differente: lo scalo di Cagliari fa capo per il 94,45% alla Camera di commercio, ente pubblico economico, mentre il 79,79% di Geasar è passato nel 2021 da Alisarda SpA, appartenente al principe Karim Aga Khan, al fondo F21 attraverso la holding F2i Ligantia.
Nel 2021 Sogaer ha registrato un utile netto di 4,1 milioni di Euro. Dopo l’accantonamento obbligatorio del 5% alla riserva ordinaria, 3,9 milioni sono confluiti nella riserva straordinaria. Nello stesso anno Geasar ha conseguito 8,3 milioni di utile e ne ha distribuiti 10 ai soci, utilizzando anche 1,7 milioni di riserve.
L’esercizio 2022 ha prodotto per Sogaer un utile di 15,3 milioni, nuovamente destinato per il 5% alla riserva ordinaria e per il restante 95% a quella straordinaria. Per Geasar, invece, i profitti sono stati pari a 26,8 milioni e i dividendi a 26,4 milioni. Nel 2023 la società di Cagliari ha chiuso con 13,2 milioni di utile, assegnando 4,9 milioni ai soci e 7,6 milioni alle riserve. Geasar ha contabilizzato 22,2 milioni di utile e deliberato 38 milioni di dividendi: 20 milioni ordinari e 18 milioni straordinari.
Nel 2024 Sogaer ha realizzato 10,5 milioni di utile, dei quali 5 milioni sono stati distribuiti e la parte residua accantonata. Nello stesso esercizio Geasar ha ottenuto 24,5 milioni di guadagni e versato 43,4 milioni di dividendi, composti da 24,5 milioni ordinari e 18,9 milioni straordinari. Nel 2025, a fronte di 7 milioni di utile, Sogaer ha indirizzato l’intero risultato alle riserve; Geasar ha trasformato in dividendi tutti i 23,8 milioni di utile dell’anno.
Queste differenze si collocano nel dibattito sulla prospettata gestione unitaria degli aeroporti sardi, proposta dal centrosinistra regionale dal 2023 e riferita agli scali di Cagliari, Olbia ed Alghero. L’ipotesi prevede la partecipazione della Regione con 30 milioni di Euro per acquisire il 9,25%; la Camera di commercio conserverebbe il 40,5%, mentre F2i e i co-investitori arriverebbero al 50,25%.
Sull’operazione la Corte dei conti ha avviato un’indagine. A luglio il procuratore generale Valeria Motzo ha parlato di "aspetti poco chiari" in relazione alla cessione dello scalo di Cagliari. Secondo Gianni Rossi, manager con una lunga esperienza nel settore dei trasporti, già amministratore delegato di Meridiana quando la compagnia contava 2500 dipendenti e 700 milioni di fatturato, nonché ex-vicepresidente di Geasar, "il Principe realizzò l’aeroporto per far arrivare i turisti. Sarebbe un peccato scoprire che oggi la società serve soprattutto a portare fuori i soldi".
Rossi, oggi anche docente di Economia del trasporto aereo all’Università di Messina, collega l’evoluzione delle gestioni aeroportuali al quadro regolatorio introdotto nel 2014. "In Italia la gestione degli aeroporti è cambiata dal 2014, quando l’Autorità di regolazione dei trasporti ha adottato un nuovo modello tariffario ed il Parlamento, tre mesi dopo, ha cancellato l’obbligo di destinare almeno la metà dei guadagni no aviation, ovvero negozi e parcheggi, all’abbassamento di tasse e tariffe", afferma.
Per il manager, da quella fase è seguita un’ulteriore accelerazione delle privatizzazioni, favorita dalle rendite associate alle concessioni aeroportuali. "Il risultato è stato la creazione di monopoli territoriali su strutture pubbliche: le concessioni aeroportuali attribuiscono al gestore un diritto esclusivo, ciò che imporrebbe di regolare le tariffe per i passeggeri", osserva. La proposta indicata da Rossi richiama il sistema britannico del "single till", nel quale i ricavi riducono integralmente le tariffe, e il modello statunitense, dove il settore pubblico conserva la responsabilità strategica, la sicurezza e la determinazione tariffaria.
Con riferimento ad Olbia, Rossi rileva che dei 117,8 milioni di dividendi già corrisposti, 94 milioni sono confluiti nella holding F2i Ligantia. Dal 2022 al 2025, aggiunge, la holding ha pagato 26 milioni di interessi e trasferito 66 milioni ai propri soci. Quanto alla società unica, sostiene che la Regione sarebbe "l’unica a mettere soldi": i 30 milioni destinati al 9,25% andrebbero agli azionisti privati, mentre i 38 milioni di liquidità di Sogaer entrerebbero nella holding controllata per il 50,25% dagli stessi privati. "In Sogaer lasciano quasi tutti i soldi dentro l’azienda; invece F2i ed i suoi co-investitori hanno portato fuori 48 milioni negli ultimi due anni, alimentati dai dividendi di Geasar", conclude.
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