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CLARA MOSCHINI

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I cieli d'Italia e il paradosso del doppio cappello: il caso Pappalardo dopo il tilt di Enav

Doppio incarico tra ITA ed ENAV, tra deroghe normative e interrogativi sulla governance

Tra le nuvole della burocrazia italiana si consuma una parabola di governance che ha del singolare. Un tempo la cosiddetta "Legge Madia" nasceva con l'obiettivo chiaro, quasi moralizzatore, di impedire che i pensionati d'oro della Pubblica Amministrazione potessero accumulare vitalizi e stipendi alla guida degli enti pubblici. Oggi quel principio di sobrietà sembra definitivamente tramontato, travolto da una ragnatela di norme ad hoc e da una gestione delle nomine governative che lascia sul campo perplessità non solo etiche, ma anche squisitamente operative.
Al centro di questo intreccio si trova una sola figura: Sandro Pappalardo. Ex ufficiale dell'Esercito ed ex assessore regionale in quota Fratelli d'Italia, Pappalardo si ritrova a ricoprire contemporaneamente la presidenza di ITA Airways e quella di ENAV, la società quotata responsabile della gestione del traffico aereo civile in Italia. Un doppio incarico ad alta quota a cui si sommano la regolare pensione militare e i relativi compensi di vertice.  
Un incastro che fino a poco tempo fa sarebbe stato un tabù normativo, ma che è stato sbloccato con chirurgica precisione contabile e legislativa.
La vicenda affonda le radici all'inizio del 2025, in concomitanza con il complesso closing per l'ingresso di Lufthansa nel capitale di ITA Airways. Pappalardo viene designato alla presidenza della compagnia. Ad ostacolarne la remunerazione c’era però il decreto-legge 95/2012, che imponeva la gratuità degli incarichi di vertice per i pensionati della PA.  
La soluzione giunge a maggio 2025: con un blitz parlamentare al Decreto Legge n. 25, viene approvato l'articolo 13-bis, battezzato dalle opposizioni emendamento "salva-stipendio". La norma introduce una deroga speciale per le compagnie aeree in ristrutturazione strategica, sbloccando l'intero emolumento per il presidente pensionato.
A maggio 2026, il quadro si arricchisce di un nuovo tassello: il Ministero dell'Economia nomina Pappalardo anche alla presidenza di ENAV. Sfruttando le maglie larghe previste per le società quotate in Borsa, il manager si trova a gestire un flusso reddituale su tre livelli:  
1. La pensione di quiescenza da ex ufficiale dell'Esercito;
2. Lo stipendio da Presidente di ITA Airways, blindato dal decreto governativo del 2025;  
3. I compensi di ENAV, tra quota fissa (~150.000 euro annui) e indennità aggiuntive per la guida del Comitato Governance e Scenari (~25.000 euro).
Se finora il caso era rimasto nei confini del dibattito politico sul "cumulo delle poltrone", l'insorgere di un recente e grave guasto tecnico ai sistemi di ENAV — con conseguenti blocchi e ritardi a catena nei cieli italiani — ha cambiato la natura del problema.
L'incidente di sistema ha trasformato una questione di stipendi in un clamoroso cortocircuito istituzionale e operativo:
 Un conflitto d'interessi speculare: Come Presidente di ITA Airways, Pappalardo guida la principale compagnia aerea nazionale che subisce i danni economici e d'immagine legati al disservizio. Come Presidente di ENAV, si trova al vertice dell'ente fornitore del servizio responsabile del malfunzionamento. Chi chiederà conto a chi? Come verranno gestiti gli indennizzi o le eventuali penali tra il vettore danneggiato e l'infrastruttura inadempiente?
 Il nodo della concentrazione dell'impegno: Rilanciare la compagnia di bandiera al fianco dei partner tedeschi di Lufthansa richiede un'attenzione totalizzante. Altrettanto rigoroso deve essere il presidio su ENAV, un'infrastruttura critica per la sicurezza nazionale e la continuità territoriale. Pretendere che un'unica figura possa gestire le emergenze tecniche e le strategie di due colossi del settore appare una scommessa rischiosa.
Mentre il paese discute di salari minimi, contrazione della spesa pubblica e tenuta dei servizi essenziali, il settore del trasporto aereo si ritrova a fare i conti con una governance paralizzata dalle sue stesse architetture.
Il guasto ad ENAV ha tolto il velo su un modello in cui i confini della continuità operativa e della trasparenza rischiano di sfumare. La domanda che sorge spontanea tra le compagnie aeree e l'opinione pubblica è una sola: fino a che punto una rete di deroghe ad hoc può tutelare la stabilità delle istituzioni quando i nodi tecnici e operativi arrivano, inevitabilmente, al pettine?

Red - 1271193

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