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CLARA MOSCHINI

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Raffinazione europea, il conto della capacità perduta

Unem: il divario con gli Usa vale 15 miliardi tra diesel e carburante avio

Tra marzo e settembre 2026, l’Europa ha sostenuto per l’acquisto di gasolio e jet fuel un esborso superiore di circa 15 miliardi di Euro rispetto a quello registrato sul mercato statunitense. La stima è di Unem, che collega il differenziale alla progressiva contrazione della capacità di raffinazione europea.

Secondo il presidente Gianni Murano, mentre altre aree del mondo hanno rafforzato i propri impianti, l’Europa ha imboccato la direzione opposta. “L’Europa è stata l’unica a ridurre la capacità di raffinazione negli ultimi anni mentre altri investivano e ora ne paghiamo chiaramente le conseguenze. Le politiche energetiche europee, unitamente alle false promesse di una transizione immediata e riduzione dei consumi, hanno fatto indebolire un settore industriale strategico”, ha dichiarato.

Il tema era stato posto anche nell’incontro dell’8 ottobre con i ministri Urso e Pichetto Fratin. Per Murano, la resilienza energetica non dipende unicamente dalla disponibilità di petrolio greggio, ma dalla possibilità di convertirlo localmente nei combustibili richiesti dal sistema economico. “Come abbiamo ribadito nel recente confronto dell’8 ottobre con i ministri Urso e Pichetto Fratin, la sicurezza energetica non significa soltanto disporre del greggio, ma anche poterlo trasformare nei prodotti necessari all’economia. Per questo la raffinazione deve essere riconosciuta come un’infrastruttura strategica europea e accompagnata nella transizione, evitando ulteriori perdite di capacità produttiva”, ha concluso Murano.

Red - 1271250

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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