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CLARA MOSCHINI

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Lockheed Martin alza le stime 2026 grazie alla domanda militare

Portafoglio record e contratti PAC-3 sostengono la crescita del gruppo nel 2026

Un portafoglio ordini salito ad un massimo storico di 292 miliardi di dollari, con un incremento del 27% rispetto al trimestre precedente, rafforza la visibilità industriale di Lockheed Martin. Tra gli elementi determinanti figura un accordo pluriennale da 52,5 miliardi di dollari per gli intercettori PAC-3 nella configurazione Missile Segment Enhancement, sistemi le cui disponibilità sono state largamente impiegate da forze statunitensi e alleate nel conflitto in Iran.

Il gruppo ha quindi aggiornato verso l’alto le proprie prospettive per il 2026. Le vendite sono ora attese fra 80 e 82 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forchetta compresa fra 79,75 e 81,75 miliardi. Anche la guidance sull’utile per azione è stata corretta: la nuova previsione è di 30,35-30,75 dollari, contro i 29,95-30,65 dollari indicati in precedenza.

La revisione segue un trimestre caratterizzato da utili in aumento, in un quadro di domanda sostenuta per munizionamento, capacità di difesa aerea e piattaforme da combattimento. Lockheed Martin, fornitore di sistemi quali gli intercettori PAC-3 e THAAD, beneficia della crescente richiesta di armamenti e difesa antimissile associata agli attuali scenari geopolitici.

La società si colloca così accanto a RTX e Northrop Grumman, che hanno a loro volta innalzato le rispettive stime. Nelle contrattazioni pre-apertura, le azioni di Lockheed Martin hanno guadagnato quasi il 2%.

Red - 1271251

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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