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CLARA MOSCHINI

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Airbus e Bae sondano nuove alleanze nel combattimento aereo

Germania tra Gcap e Saab dopo il tramonto di Fcas

La possibile apertura del Gcap (Global Combat Air Programme) alla Germania si misurerà anzitutto sul terreno industriale. La prossima settimana i vertici di Airbus e Bae Systems dovrebbero incontrarsi per valutare spazi di cooperazione nel comparto dei futuri sistemi da combattimento aereo. Il "Financial Times", che cita quattro fonti informate sui preparativi, riferisce che sul tavolo non vi sarà soltanto un’eventuale partecipazione al programma trilaterale tra Regno Unito, Italia e Giappone, ma un ventaglio più ampio di iniziative nell’aviazione da combattimento di prossima generazione. Non sono previste conclusioni vincolanti al termine del confronto.

Per Berlino, la ricerca di un nuovo quadro di collaborazione è diventata prioritaria dopo la fine, durante l’estate, del progetto Fcas (Future Combat Air System) condiviso con Francia e Spagna. La rottura è maturata nel contesto del contrasto industriale tra Airbus e Dassault Aviation. È stato successivamente accantonato anche un primo schema alternativo guidato dalla Germania, che avrebbe coinvolto Airbus, la spagnola Indra e altri gruppi. Al momento, le strade rimaste appaiono due: un ingresso nel Gcap oppure un’intesa con la svedese Saab.

L’ipotesi Gcap ha ricevuto un impulso poco più di due settimane fa, quando il primo ministro britannico Andy Burnham ha segnalato disponibilità a discutere l’accesso della Germania. Il messaggio rivolto dal primo ministro al cancelliere Friedrich Merz, secondo un funzionario britannico, era sintetizzabile così: "Siete interessati? Se sì, avviamo una discussione". Lo stesso funzionario ha sottolineato che il programma già in corso non dovrà subire slittamenti: "Il nostro programma procede e non vogliamo incidere sulle scadenze".

La cautela riflette vincoli già consolidati. Bae Systems, Leonardo e Mitsubishi Heavy Industries hanno definito gli aspetti essenziali della divisione industriale e della proprietà intellettuale. Inoltre, Londra, Roma e Tokyo intendono preservare l’obiettivo di mettere in servizio entro il 2035 il nuovo caccia supersonico. L’adesione tedesca assicurerebbe risorse finanziarie aggiuntive e potenziali nuovi ordinativi, ma dovrebbe quindi adattarsi a un impianto industriale e temporale già delineato.

Le discussioni tra Airbus e Bae Systems potrebbero estendersi ai velivoli da combattimento autonomi chiamati ad operare insieme alle piattaforme con equipaggio, nonché al “combat cloud”: la rete software destinata a integrare aeromobili, sensori, radar, droni e satelliti. Le due aziende dispongono già di un’esperienza comune nell’Eurofighter Typhoon, programma al quale partecipa anche Leonardo.

Un’intesa con Saab potrebbe invece risultare meno complessa dal punto di vista della cooperazione industriale. Stoccolma non è tuttavia sottoposta a una pressione immediata per scegliere: la società svedese sta conducendo studi preliminari per il governo su un successore del Gripen, velivolo previsto in servizio fino al 2060.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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