Prestito Bei ad Airbus, Washington chiede chiarimenti
Bruxelles difende le condizioni di mercato, l’Ustr sollecita trasparenza sul finanziamento
Un finanziamento da 3 miliardi di Euro della Banca europea per gli investimenti (Bei) ad Airbus riapre il confronto transatlantico sui sostegni pubblici all’aeronautica commerciale, nonostante l’intesa siglata nel 2021 tra Unione europea e Stati Uniti per sospendere la lunga disputa che aveva contrapposto il gruppo europeo a Boeing.
Per la Commissione europea, l’operazione della Bei non viola gli impegni assunti con Washington. Una portavoce dell’esecutivo comunitario ha precisato all’"Afp" che si tratta di un finanziamento ordinario, erogato secondo criteri di mercato: “Genera interessi, dovrà essere rimborsato integralmente e la Bei fornisce regolarmente, ogni anno, finanziamenti di questo genere a imprese operanti in numerosi settori”.
La posizione europea è che il prestito rispetti integralmente il quadro concordato nel 2021, il quale richiede che il credito destinato ai costruttori di velivoli commerciali sia accordato a condizioni di mercato. Bruxelles sostiene quindi che il finanziamento non rappresenti un aiuto incompatibile con la tregua doganale tra le due sponde dell’Atlantico.
Da Washington, tuttavia, il rappresentante statunitense per il commercio Jamieson Greer ha manifestato preoccupazione, rilevando che il suo ufficio non ha ricevuto “alcun dettaglio riguardo a questo prestito”. Il funzionario ha chiesto che la questione venga chiarita “il più rapidamente possibile”, evocando il rischio che l’operazione possa compromettere l’intesa raggiunta quattro anni fa.
Greer ha inoltre dichiarato: “Speravo sinceramente che i sussidi europei distorsivi ad Airbus appartenessero ormai al passato”. Bruxelles respinge questa lettura, insistendo sulla natura commerciale del finanziamento concesso dalla Bei ad Airbus.
AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency