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CLARA MOSCHINI

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Falsi allarmi bomba sui voli: scattano i protocolli Nato in Europa

Da Roma a Varsavia, verifiche senza riscontri su diversi collegamenti aerei

Un velivolo Ryanair in arrivo da Dublino a Roma-Fiumicino è stato intercettato e accompagnato da due aerei Eurofighter dell’Aeronautica militare dopo la segnalazione di una possibile minaccia a bordo. L’aeromobile ha concluso il volo regolarmente ed i controlli successivi non hanno individuato esplosivi. È uno dei numerosi falsi allarmi bomba che martedì hanno coinvolto collegamenti europei, senza feriti né atterraggi di emergenza.

L’Aeronautica militare ha confermato di avere disposto lo scramble dei caccia per "intercettare e scortare" il velivolo civile, intervenendo dopo la notifica di una presunta minaccia sul collegamento Dublino-Fiumicino. Un secondo aereo Ryanair, decollato da Lisbona, è atterrato nella mattinata a Fiumicino in seguito ad un’email che indicava un ordigno a bordo, secondo un funzionario aeroportuale informato sui fatti. Artificieri della polizia hanno controllato passeggeri, equipaggio e bagagli, senza rilevare alcun dispositivo esplosivo. Lo stesso funzionario, che ha chiesto l’anonimato perché non autorizzato a parlare pubblicamente, ha riferito che anche l’allarme relativo al volo da Dublino si è rivelato infondato.

In Polonia, un aeromobile della compagnia di bandiera Lot, partito da Londra-Heathrow e diretto all’aeroporto "Chopin" di Varsavia, è stato dirottato allo scalo di "Modlin" dopo un allarme bomba. L’agenzia "Pap" ha riferito che "Modlin" è stato temporaneamente chiuso. Al termine dell’ispezione, Lot ha comunicato che "nulla è stato rinvenuto a bordo"; i responsabili dello scalo hanno quindi annunciato il ritorno alla piena operatività, senza precisare la natura della segnalazione.

Sempre a Varsavia, l’aeroporto "Chopin" ha ricevuto una comunicazione su un possibile oggetto pericoloso a bordo di un volo Scandinavian Airlines (Sas) proveniente da Copenaghen. Le procedure di sicurezza sono state attivate immediatamente ed una pista è rimasta chiusa per un periodo limitato, ha riportato "Pap". La portavoce di Sas, Alexandra Lindgren Kaoukji, ha dichiarato che "i passeggeri sono sbarcati regolarmente e l’aereo è atterrato senza complicazioni; non si è trattato di un atterraggio di emergenza". Il caso è stato consegnato alla polizia polacca.

In Spagna, le autorità hanno escluso che vi fossero esplosivi su un volo Ryanair da Manchester a Murcia. Il delegato del governo nella regione di Murcia, Francisco Lucas, ha scritto su "X" che l’aereo, con 121 persone a bordo incluso l’equipaggio, è stato sottoposto a ispezione e che i passeggeri e il personale sono stati controllati. Anche in Bulgaria l’esito delle verifiche è stato negativo: il ministro dei trasporti, Georgi Peev, citato dall’agenzia statale "Bta", ha reso noto che non sono stati trovati esplosivi sui due aerei arrivati a Sofia dopo avere ricevuto segnalazioni di minaccia durante il volo.

I due collegamenti diretti alla capitale bulgara erano decollati rispettivamente da Bergamo e Dublino. Dopo l’atterraggio, il personale antiterrorismo ha perquisito gli aeromobili; nessuno dei due aveva dovuto cambiare rotta. Secondo Peev, uno degli allarmi era nato da una comunicazione ricevuta dal comandante attraverso i canali interni della compagnia aerea. Il ministro ha spiegato che il controllo del traffico aereo bulgaro ha applicato il protocollo previsto, consentendo all’aereo di atterrare in sicurezza a Sofia.

La serie di episodi segue di 24 ore un altro falso allarme: lunedì un volo Wizz Air da Londra Luton era stato deviato in Ungheria dopo una minaccia ricevuta mentre era in volo. Il ministro della Difesa ungherese, Romulusz Ruszin-Szendi, aveva scritto su "Facebook" che un Gripen dell’aeronautica ungherese era decollato per intercettare l’aereo ed accompagnarlo fino all’aeroporto internazionale "Ferenc Liszt" di Budapest. Wizz Air ha poi dichiarato all’agenzia "MTI" che gli accertamenti sull’aeromobile e sui passeggeri non avevano evidenziato alcun rischio. Il segretario generale ad interim del ministero dell’Interno bulgaro, Lyubomir Nikolov, ha affermato martedì che gli investigatori stanno ancora cercando di identificare chi abbia inviato la minaccia.

Il mese scorso, un aereo in servizio da Tel Aviv a Vienna aveva effettuato un atterraggio di emergenza in Bulgaria per un allarme bomba. Martedì, inoltre, in Grecia è scattata un’indagine per una minaccia contro la nave da crociera "Crown Iris", battente bandiera panamense e gestita da una compagnia israeliana, ormeggiata nel porto dell’isola egea di Siro. La guardia costiera, con unità cinofile ed un sommozzatore, non ha individuato oggetti sospetti durante il primo controllo. Una squadra specializzata di subacquei era in viaggio verso la nave per ulteriori verifiche. La "Crown Iris", programmata in partenza per Haifa con 940 passeggeri e 597 membri d’equipaggio, è stata evacuata per precauzione. La sua presenza nei porti greci aveva già provocato proteste, soprattutto da parte di attivisti contrari alla guerra a Gaza.

Per Matthew Borie, cofondatore e responsabile dell’intelligence di Osprey Flight Solutions, società di consulenza per la sicurezza del volo, la sequenza di segnalazioni può essere letta secondo diverse possibilità: un primo episodio capace di indurre emulazione, l’azione reiterata di una persona o di un gruppo, oppure operazioni di guerra ibrida condotte da attori statali o sostenitori di questi ultimi. Il cofondatore ha osservato che minacce di questo tipo non sono una novità e si collocano in un contesto di tensioni geopolitiche, sabotaggi ai sistemi di refrigerazione dei supermercati, incursioni di droni nello spazio aereo europeo ed attivazioni non spiegate di applicazioni di allerta della protezione civile.

Il fatto che le minacce siano concentrate in Europa, secondo Borie, può indicare "una pista russa", pur rilevando che anche la guerra ibrida iraniana è attiva in alcuni contesti europei. Il suo invito ai viaggiatori è stato: "Non allarmatevi". Ha sottolineato che le autorità nazionali dispongono di meccanismi di risposta coordinati, compreso il decollo rapido di caccia Nato quando necessario per scortare aeromobili civili interessati da segnalazioni di minaccia.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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