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CLARA MOSCHINI

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Emirates, utile in calo del 66% nel primo semestre

Carburante caro, spazio aereo instabile e domanda in contrazione pesano sui conti del gruppo

Le restrizioni allo spazio aereo, il calo della domanda di viaggio ed il rincaro del carburante hanno inciso pesantemente sui risultati semestrali di Emirates Group. Il gruppo di Dubai ha chiuso la prima metà dell’esercizio 2026-27 con un utile netto di 3,6 miliardi di Aed, equivalenti ad un miliardo di dollari: un arretramento del 66% rispetto all’anno precedente.

La controllata Emirates, il maggiore vettore aereo del Medio Oriente, ha registrato un utile ante imposte di 3,7 miliardi di Aed, in flessione del 68% su base annua. Il risultato è stato penalizzato soprattutto dall’aumento dei costi energetici seguito all’inizio della guerra regionale, scoppiata alla fine di febbraio. Il blocco iraniano delle navi nello Stretto di Ormuz, snodo essenziale per le forniture globali, ha infatti provocato una forte impennata dei prezzi dell’energia.

I ricavi complessivi del gruppo sono scesi del 12%, attestandosi a 66,2 miliardi di Aed. La tenuta dell’attività cargo ha limitato l’impatto della contrazione. Sul fronte passeggeri, tra aprile e settembre il traffico è diminuito del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo 21,8 milioni di viaggiatori. Nei primi mesi del conflitto, gli Emirati Arabi Uniti sono stati particolarmente esposti agli attacchi iraniani con droni e missili: le interruzioni dei collegamenti aerei ed il mutamento delle condizioni di sicurezza hanno inoltre scoraggiato gli arrivi a Dubai, consolidata destinazione turistica internazionale.

“I primi sei mesi dell’anno fiscale 2026-27 hanno comportato sfide significative per le operazioni di Emirates, poiché le restrizioni e le chiusure intermittenti dello spazio aereo in tutta la regione hanno messo alla prova l’agilità operativa della compagnia aerea, mentre le raccomandazioni di viaggio emanate dai governi hanno modificato le scelte dei consumatori ed i flussi di viaggio”, ha comunicato il gruppo. Pur in questo contesto, la compagnia ha giudicato la propria performance “notevole”. Emirates Group ha inoltre fatto ricorso alle proprie riserve di liquidità per finanziare le esigenze operative, gli anticipi relativi alle consegne di aeromobili e il servizio del debito.

“Sono stati sei mesi impegnativi ed, ancora una volta, il nostro modello di business ed il nostro personale hanno superato la prova”, ha dichiarato lo sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, presidente ed amministratore delegato. Definendo le difficoltà “senza precedenti”, ha sottolineato che gli investimenti sono proseguiti. Dopo lo scoppio della guerra, Emirates ha introdotto una copertura assicurativa di viaggio completa, presentata come prima nel settore e non condizionata dalle restrizioni derivanti dalle raccomandazioni governative, insieme alla modifica gratuita delle date di viaggio ed a politiche di rimborso estese. A maggio sono iniziati anche i lavori per un centro di ingegneria e manutenzione da 5,1 miliardi di dollari presso l’aeroporto internazionale Al Maktoum di Dubai; il completamento è previsto a metà degli anni trenta.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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