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Compagnie

Aerei. Alitalia: che fine fanno le quote dell'addizionale comunale pagate dai passeggeri?

Roma, Italia - Vola Alitalia, vola…..

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(WAPA) - È di questi giorni la notizia che la Procedura Alitalia ha richiesto la proroga ed un ampliamento della cassa integrazione straordinaria sino al 30 aprile 2018 “per proseguire sulla strada del contenimento dei costi, per rendere l'azienda quanto più possibile economicamente sostenibile, salvaguardando al contempo la piena operatività”.
Sin qui nulla di strano per un vettore in stato di crisi che, solo grazie all’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria ed al cospicuo finanziamento statale di 600 milioni, è stato in grado di far fronte alle indilazionabili esigenze gestionali esplose i primi di maggio 2017.

Quello che è sorprendente e che può accadere solo in un Paese come l’Italia è il fatto che il principale utilizzatore del Fondo Speciale per il Trasporto Aereo (Fsta), istituito nel 2008 per far fronte alla prima crisi di Alitalia Linee Aeree Italiane e che garantisce eccezionali prestazioni integrative pari all’80% degli stipendi lordi fino a sette annualità, si astenga dal riversare nei dovuti termini di legge l’addizionale comunale percepita dai passeggeri nella misura di Euro 6,50 ad imbarco di cui euro 5 destinati appositamente a finanziare e garantire l’operatività dello stesso Fondo Speciale per il Trasporto Aereo.
Risulterebbe, infatti, che Alitalia SAI in a.s., indicativamente sin dal mese di marzo 2017, non stia riversando le quote di addizionale comunale percepite dai passeggeri. Tralasciando le quote di addizionale dovute in relazione ai mesi di marzo e aprile 2017 rientranti nel redigendo stato passivo della Procedura, si reputa di estrema gravità, se la notizia fosse confermata, il mancato riversamento delle ingenti quote di addizionale comunale percepite dai passeggeri a partire dal 2 maggio 2017.

Trattasi di importi pari a circa il 40% del totale dei diritti aeroportuali dovuti sempre a partire dal 2 maggio 2017 che la Procedura ha iniziato a corrispondere puntualmente solo a partire da luglio 2017, che si sostanziano, quanto meno, in una impropria leva finanziaria beneficiata dalla Procedura in danno dei propri dipendenti e passeggeri mediante il mancato assolvimento tempestivo delle vigenti prescrizioni normative.

In relazione ai mesi di maggio e giugno 2017 è, infatti, già ampiamente scaduto il termine di tre mesi assegnato alle compagnie aeree ai sensi dell’art. 6 quater, comma 3-ter del DL n. 7/2005 in relazione alla sola quota parte di addizionale comunale gestita dall’Inps (€ 5,00 per imbarco a passeggero) e destinata ad alimentare il Fondo Speciale per il Trasporto Aereo (Fsta). Nessun differente termine è invece sussistente per le restanti quote parte di addizionale comunale (€1,00 per comuni, Enav ed altri voci e € 0,50 per il servizio antincendi aeroportuale) che sono immediatamente dovute da Alitalia SAI in a.s. sin dalla data della loro fatturazione.
Trattasi di importi rilevanti e i commissari straordinari dovrebbero spiegare ai sindacati ed alle amministrazioni competenti a che titolo e sulla base di quali disposizioni di legge in questi ultimi cinque mesi hanno mancato di riversare nei termini dovuti le addizionali comunali percepite dai passeggeri (ben 6,50 Euro ad imbarco) per non incorrere in eventuali ipotesi di responsabilità contabile ovvero di peculato d’uso, ai sensi degli artt. 314 e 316 c.p., avendo forse la Procedura, a prescindere dal verificarsi di un danno per la pubblica amministrazione, fatto un uso momentaneo del denaro che aveva a disposizione per ragioni del proprio servizio prima di iniziare a restituirlo oltre i termini di legge.
Inps e i ministeri competenti sono in grado di assicurare l’operatività del Fondo Speciale per il Trasporto Aereo senza i 5 euro a passeggeri non ancora riversati in questi ultimi cinque mesi dalla Procedura Alitalia? Si è per caso chiuso un occhio o anche due per favorire finanziariamente il vettore in crisi che, stante anche l’attuale fase della procedura di dismissione, non ha ancora probabilmente le capacità finanziarie di rimborsare, a partire dal prossimo mese di novembre 2017, il ricevuto finanziamento statale di 600 milioni?

Inizierà adesso il solito gioco della caccia al responsabile (dovevi controllare tu? No non è vero era di competenza di quell’altro…e così via) onde non ammettere mai che nessuno ha svolto la propria parte di controlli, o previsti dalla legge (vedi Inps, Enac e ministeri) ovvero imposti dalla situazione (vedi i sindacati)? Ad un differente vettore ed a una differente procedura sarebbe stato consentito tutto questo?

A prescindere da eventuali profili di responsabilità della Procedura Alitalia per i segnalati ritardi di cui avrebbe finanziariamente beneficiato, una sola cosa è certa: ancora una volta gli unici che ci stanno rimettendo nella crisi Alitalia sono i passeggeri e, nello specifico, noi cittadini italiani che, oltre ad aver versato 6,50 Euro ad imbarco al vettore aereo Alitalia, saremo con tutta probabilità chiamati a far fronte anche alla sostenibilità economica del Fondo Speciale per il Trasporto Aereo, con ulteriori immotivati e rilevanti sacrifici economici. Vola Alitalia, vola…..
(Avionews)
(NatBru)

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