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CLARA MOSCHINI

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Interrogazione sulla situazione in Libia ed escalation di violenza a Tripoli

Ed aumento partenze coste libiche per Italia, in piena emergenza Covid; traffico d'armi attraverso Tunisia

Presentata dall'onorevole Yana Chiara Ehm (M5S)

"Al ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. 

Per sapere, premesso che:

in Libia la situazione già tesa dovuta al conflitto non fa che peggiorare a causa della endemia da Covid-19, che in tutto il nord-Africa ha avuto una rapida escalation. Al 13 aprile si registravano 26 casi positivi di coronavirus, su un totale di circa 500 test eseguiti. A preoccupare sono le condizioni del popolo libico, soprattutto dei migranti detenuti nei centri ed, in generale, del sistema sanitario libico provato da un Paese in perenne conflitto;

le zone di maggior tensione sono quelle intorno alla città di Tripoli presa d'assalto con raid ormai quotidiani del generale Haftar, che nelle scorse settimane si è autoproclamato leader della Libia, con mandato popolare, quindi dichiarando di fatto annullato il trattato di Skhirat del 2015, che fece nascere il Governo di accordo nazionale;

numerosi sono stati gli sforzi della comunità internazionale per un accordo diplomatico, culminati nel processo di Berlino di inizio 2020 a cui l'Italia ha partecipato attivamente;

all'inizio di marzo 2020 Ghassam Salamè, inviato Onu e da tre anni capo della missione Unsmil in Libia, si è dimesso per motivi di salute;

il sostegno alle istituzioni libiche legittime, da parte dell'Italia, è indubbio. L'Italia ha chiesto una tregua durante il mese del Ramadan per costruire fattivamente un cessate-il-fuoco duraturo. Il ministro interrogato ha espresso la sua preoccupazione ricordando che al primo posto ci siano il controllo dell'ingresso illecito di armi nel Paese, ed il sostegno al processo politico per una Libia unita, con il sostegno al Governo riconosciuto di Serraj;

Kalifa Haftar ha bloccato da gennaio 2020 i pozzi petroliferi sotto il suo controllo, causando di fatto una perdita economica per la popolazione e per le Nazioni che lì si approvvigionano, tra cui l'Italia;

l'alto rappresentante dell'Unione europea Josep Borrell ha chiesto la fine dei combattimenti e l'avvio di un processo politico sulla scia di quello che era stato posto come base proprio a Berlino, nonché di individuare un rappresentante speciale europeo per la Libia al più presto;

mentre i porti italiani, come quelli maltesi, sono chiusi temporaneamente, nel frattempo sono ricominciati gli sbarchi dalla Libia verso le coste italiane: almeno cinque imbarcazioni, con a bordo circa 300 persone in totale, hanno sfidato le onde soltanto nella notte tra il 5 ed il 6 aprile 2020, partendo dalle coste ovest di Tripoli;

il 31 marzo il Consiglio d'Europa ha approvato la nuova missione militare nel Mediterraneo, la Eunavfor Med 'Irini', che va a sostituire il mandato di Eunavfor Med 'Sophia', allora dedicato al traffico illegale dei migranti, con il compito di contribuire all'attuazione dell'embargo sulle armi imposto dall'Onu nei confronti della Libia, attraverso mezzi aerei, satellitari e marittimi;

il 25 aprile, in Tunisia viene annunciata, in un comunicato del ministero dei trasporti, una nuova rotta marittima che unirà il porto di Sfax, al sud del Paese maghrebino, con quello di Tripoli, per facilitare le esportazioni tunisine verso la Libia;

la stampa internazionale sta indagando su un possibile traffico di armi e combattenti proprio attraverso l'utilizzo della rotta commerciale Sfax-Tripoli, che potrebbe eludere il controllo delle navi militari che sorvegliano il Mediterraneo;

ad opinione dell'interrogante l'unica via possibile è il processo politico coordinato tra le parti, anche considerando che il popolo libico ormai da quasi dieci anni vive in balia dell'insicurezza e della guerra civile–:

quali iniziative di competenza abbia attivato o intenda intraprendere il Governo a fronte di questa escalation di violenza nella zona di Tripoli con il conseguente aumento delle partenze dalle coste libiche per il nostro Paese, in piena emergenza Covid;

se non intenda avviare iniziative di competenza circa il traffico di armi attraverso la Tunisia". (4-05575)

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

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