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CLARA MOSCHINI

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Coronavirus (7), anticorpo Sars potrebbe neutralizzarlo?

Dati da accertare, ma che offrono un po' di speranza

Gli scienziati potrebbero aver scoperto un anticorpo in grado di neutralizzare il coronavirus 2019-nCoV. Questo potrebbe restituire speranza: il CR3022, uno degli anti-body della Sars, epidemia che sconvolse ancora una volta la Cina nel 2003, combinato con altri anticorpi che possono legarsi con il nuovo virus, potrebbe consentire di creare i primi rimedi efficaci per la nuova polmonite e fermare l'epidemia: i due virus sono infatti strettamente correlati ed hanno proteine simili. Si tratta comunque di una ricerca agli albori che non ha dato ancora risultati certi, a differenza dei dati sui decessi: secondo il "South Morning China" attualmente sono 213 i morti e 9818 i contagi accertati. La malattia causa sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratorie e produzione costante di catarro. Il periodo di incubazione potrebbe essere di circa 14 giorni, seguito da un consistente aumento della temperatura.

Il virus intanto continua a diffondersi  nel mondo tra cui Australia, Vietnam, Italia (vedi AVIONEWS), Germania, Cambogia, Malesia, Nepal, Repubblica di Corea, Singapore, Stati Uniti, Thailandia, Francia, Sri Lanka e Giappone.

La malattia causa sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratorie e produzione costante di catarro. Il periodo di incubazione potrebbe essere di circa 14 giorni, seguito da un consistente aumento della temperatura.

La probabilità che si registrino nuovi casi  in Europa è elevata, si stima che sia superiore al 64% per il numero di esportazioni relative a viaggi dalla Cina segnalate finora. Intanto come ci si sta muovendo in Italia? Diventa sempre più concreta l'ipotesi di tenere in quarantena gli italiani che saranno rimpatriati dalla Cina in una struttura militare come ad esempio la Cecchignola a Roma. ll segretario generale del Sindacato italiano lavoratori militari dell'Esercito (Silme) Giuseppe Pesciaioli a tal proposito ha dichiarato: "È una scelta politica. Non siamo stupiti né preoccupati, né allarmati perché da questo punto di vista per la sicurezza sono più preoccupanti altri teatri operativi. Come militari siamo adibiti ad ogni tipo di esigenza della Nazione, dai terremoti all'emergenza sanitaria ai rifiuti. Il dislocamento di queste persone a Cecchignola o in altre strutture è una scelta governativa. Sul fronte della preparazione abbiamo la possibilità di garantire un cordone sanitario rispetto a strutture civili: sicuramente una struttura militare è più controllata e gli accessi sono limitati. Le Forze Armate sono adeguatamente strutturate per rispondere ad esigenze anche estreme. Dopo l'uranio impoverito, l'amianto, tutti gli agenti chimici e cancerogeni, non ci stupiamo più di nulla, ormai i militari vengono usati anche per tappare le buche. D'altra parte i sindacati militari, non essendoci ancora una legge che li consideri come interlocutori e non avendo una personalità giuridica, possono dare solo opinioni di massima".

RC3 - 1227447

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