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CLARA MOSCHINI

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Il Canada costretto ad affidarsi ai vecchi aerei di soccorso

Il coronavirus ha rallentato produzione e consegna dei nuovi modelli

I lunghi tentacoli del Covid-19 riescono ad avvolgere e stritolare qualsiasi settore industriale. Lo sa molto bene Royal Canadian Air Force, l’aeronautica del Canada, costretta a “rispolverare” i suoi vecchi velivoli di salvataggio proprio a causa della pandemia. La crisi sanitaria, infatti, ha ritardato la produzione di nuovi aerei e ci si deve affidare a quelli attuali che hanno già 50 anni di lavoro alle spalle. La consegna dei Canadair sostitutivi è in grave ritardo e per capire quanto sia particolare la situazione, si può ricordare come il primo dei nuovi CC-295  costruiti da Airbus si trovi ancora in Spagna. Dopo mezzo secolo di operatività, i modelli più “anziani” sarebbero già pronti per la pensione e dovranno al contrario attendere ancora. 

Vengono impiegati per il soccorso ed il recupero di cittadini in difficoltà in zone impervie e difficilmente raggiungibili da altri mezzi, dunque si può ben capire quanto siano utili e quanto sia importante che funzionino alla perfezione. L’Air Force canadese si dovrà affidare, tra gli altri, a 6 de Havilland Canada DHC-5 Buffalo, bimotori da trasporto ad ala alta, ed a 7 Hercules. Il primo CC-295 è destinato a rimanere in territorio iberico almeno fino al prossimo autunno, poi si cercherà di capire come velocizzare i tempi. Il governo del Paese nord-americano è abituato a gestire 10 mila chiamate di soccorso ogni anno, solitamente di competenza provinciale: gli aerei in servizio da cinquant’anni possono compiere ancora uno sforzo, ma non più di uno.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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