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Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

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La Germania concede agli aeroporti tedeschi ciò che il nostro Governo ha negato alle società di gestione aeroportuale italiane.

La Commissione Europea ha approvato un regime di aiuti di complessivi 1.36 miliardi di euro

ADV, l’Associazione degli Aeroporti Tedeschi ha quantificato in circa il 95% le perdite subite dagli operatori aeroportuali tedeschi, in termini di traffico e relativi ricavi, per gli effetti del COVID 19 alla data del 30 giugno 2020. Ciò ha provocato una mancanza di liquidità che, a sua volta, ha comportato una difficoltà nel pagamento dei costi e degli impegni finanziari che le società aeroportuali tedesche devono ancora sostenere per garantire la prosecuzione dell’attività.

Lo schema di aiuti federale è un "regime c.d. ad ombrello" sulla base del quale le autorità concedenti, lo Stato federale, i Länder o i Comuni, possono compensare le società aeroportuali per le perdite di entrate causate direttamente dal COVID-19 nonché fornire liquidità alle società aeroportuali in sofferenza a seguito della pandemia COVID-19.

Lo schema notificato dalla Germania il 10 giugno u.s. ed approvato dalla Commissione (SA.57644) prevede le seguenti forme di sostegno:

  • sovvenzioni dirette a fondo perduto a copertura del 100% dei danni subiti a partire dal 4 marzo sino al 30 giugno 2020, che le società aeroportuali provano esser stati direttamente causati dalla pandemia da COVID 19. Il danno è calcolato: (i) sulla base della perdita dei ricavi aviation (in particolare i diritti aeroportuali) e non aviation (in particolare canoni di locazione e sub concessione e tariffe di parcheggio); e (ii) sui costi evitati (ad esempio, in relazione al personale, energia elettrica, carburanti, manutenzione e lavori di riparazione). Il calcolo è effettuato confrontando i risultati economici del singolo aeroporto durante il periodo di compensazione con i risultati attesi in assenza delle restrizioni da COVID-19, avendo come riferimento i risultati dell'aeroporto durante lo stesso periodo del precedente anno (4 marzo 2019-30 giugno 2019). Lo schema garantisce che qualsiasi risarcimento corrisposto in eccesso rispetto al danno effettivamente subito dovrà essere restituito, compresi gli interessi;
  • forme di sostegno alla liquidità sotto forma di sovvenzioni rimborsabili, garanzie su prestiti concesse dai Länder o dai Comuni, tassi di interesse agevolati. La maggior parte di tali misure rientrano nei regimi esistenti precedentemente approvati dal Commissione (“Bundesregelung Kleinbeihilfen 2020”, “Bundesregelung für niedrigverzinsliche Darlehen 2020” and “Bundesregelung Bürgschaften 2020”) nell'ambito del Temporary Framework del 20 marzo 2020 (Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 - 2020/C 91 I/01);
  • vantaggi fiscali sotto forma di differimenti di imposte e oneri. Il regime riguarda potenzialmente tutte le imposte e tasse e prevede la possibilità di: i) differire il pagamento delle tasse; ii) accedere più agevolmente a forme di rateizzazione dei debiti tributari; iii) sospendere il recupero di crediti tributari; e iv) ottenere rimborsi fiscali accelerati.

Le Autorità tedesche hanno confermato che gli aiuti forniti nell'ambito di tale regime di aiuti non potranno esser cumulati con altri aiuti per gli stessi costi ammissibili. Inoltre, le società di gestione aeroportuale saranno tenute a dichiarare ogni altro aiuto richiesto o concesso per compensare i danni causati dall'epidemia da COVID-19 e rimborsare eventuali sovracompensazioni.

La Commissione ha riscontrato che, per quanto riguarda la misura di compensazione, il regime di aiuti tedesco è volto a risarcire i danni direttamente collegati all'epidemia da Coronavirus e fornirà liquidità agli aeroporti tedeschi in stato di bisogno. Ha inoltre riscontrato che la misura è proporzionata in quanto la compensazione non eccede quanto necessario per riparare il danno.

Per quanto riguarda i differimenti di tasse e oneri, la Commissione ha ritenuto che la misura è in linea con le condizioni del Temporary Framework. In particolare, (i) la misura sostiene imprese attive in un settore particolarmente colpito dall'epidemia di coronavirus; e (ii) l'aiuto sarà concesso prima del 31 dicembre 2020 e la data di scadenza dei differimenti sarà entro il 31 dicembre 2022.

La Commissione ha pertanto concluso che le misure sono necessarie, adeguate e proporzionate a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro (la Germania), in linea con l'articolo 107, paragrafo 3, lettera b) TFUE e le condizioni stabilite nel Temporary Framework. Su questa base, la Commissione ha approvato il regime in base alle norme dell'UE sugli aiuti di Stato.

La misura di aiuti approvata segue di pochi giorni quella concessa dalla Bulgaria in favore dell’aeroporto di Timisoara sotto forma di contributo a fondo perduto per ben 987.744,00 euro (C(2020) 5496).

Si ricorda che il Governo Italiano a fronte della grave crisi e dello stato di necessità che ha colpito l’intero settore del trasporto aereo ha concentrato quasi tutte le risorse disponibili per il salvataggio della sola Alitalia (circa 3.65 miliardi), ignorando del tutto il settore dei servizi di assistenza a terra e prevedendo per le società di gestione aeroportuale italiane, ai sensi dell’art. 22, comma 1-bis, del c.d. Decreto Rilancio, soltanto una forma di indennizzo futuro mediante la proroga automatica di due anni di tutte le concessioni aeroportuali.

L’approccio seguito dal Governo italiano risulta caratterizzato principalmente da una palese scelta politica e solo marginalmente da una carenza di risorse finanziarie, tenuto conto dell’importo complessivo di quasi 4 miliardi riservato ai soli vettori aerei e, a tutt’oggi, resta potenzialmente aleatorio dovendosi ancora tutta dimostrare la fittizia discontinuità tra la costituenda nuova Alitalia e la vecchia Alitalia SAI in amministrazione straordinaria al fine di conseguire l’autorizzazione della Commissione europea ai sensi del differente regime vigente in materia di aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà economica.

In Italia il settore del trasporto aereo passeggeri prima dell’arrivo della pandemia da Covid- 19 era caratterizzato da un settore c.d. di terra (35 società di gestione aeroportuale e circa 100 handlers) forte ed in continua crescita e da soli 4 vettori aerei con licenza rilasciata da ENAC in forte crisi. È vero che il traffico aereo è determinato principalmente dai vettori aerei (si precisa, non solo quelli italiani) ma è altrettanto vero che gli aeroporti italiani, che in questi anni avevano conseguito costanti ed importanti valori di crescita, si trovano adesso in una palese situazione di svantaggio competitivo rispetto ai propri analoghi competitors tedeschi ed europei, che giustamente beneficiano di immediate ed efficaci misure di aiuto economico per far fronte alla grave crisi determinata dal COVID 19.

Ci si domanda perché solo in Italia il salvataggio dell’ex compagnia di bandiera Alitalia richieda il sacrificio di tutto il restante comparto del trasporto aereo e se tale scelta di politica industriale del Governo sia proprio necessaria e lungimirante?

E/M - 1231265

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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