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CLARA MOSCHINI

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ADM e GdF a contrasto dei traffici illegali di beni artistici e culturali

Nell’ambito delle attività di presidio dei confini unionali e nazionali si collocano i controlli

Nell’ambito delle attività di presidio dei confini unionali e nazionali si collocano i controlli rivolti alla repressione dei traffici illegali di beni artistici e culturali, effettuati congiuntamente dall’Agenzia delle dogane e monopoli (Adm) e dalla Guardia di Finanza.

A seguito dell’analisi dei rischi eseguita dal personale dell’Ufficio delle dogane e dalla Guardia di finanza di La Spezia sulle dichiarazioni di esportazione è stato individuato un container contenente 276 colli di “effetti personali” spediti da un privato verso gli Stati Uniti, al cui interno dovevano trovare posto secondo la documentazione allegata due “statue”.

Il container è stato prontamente verificato ed al suo interno, accuratamente imballate, sono state rinvenute due anfore in terracotta visibilmente antiche e di presumibile interesse archeologico, immediatamente rimosse dal carico e trasferite presso i locali delle Autorità competenti

A seguito dell’invio di dettagliati rilievi fotografici, la Soprintendenza archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Genova dichiarava trattarsi di manufatti autentici e risalenti al II ed al I secolo aC, come in seguito confermato dalla perizia dell’archeologo subacqueo della stessa Soprintendenza.

L’esportatore ha dichiarato il possesso delle anfore da parte della propria famiglia da generazioni, ma non ha potuto provare il fatto come previsto dalla normativa in materia.

Le anfore sono state quindi poste sotto sequestro e, in seguito ad autorizzazione dell’Autorità giudiziaria, cedute in custodia temporanea al Museo archeologico del Castello di San Giorgio, che ne curerà un’adeguata e sicura esposizione all’interno degli spazi museali.

Il soggetto esportatore delle anfore è stato oggetto di denuncia penale ai sensi degli articoli 65 e 176 del DLgs 42/2004 per possesso illecito e tentata esportazione di beni di interesse artistico, storico ed archeologico senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione.

Il Museo archeologico del Comune di La Spezia acquisisce così temporaneamente due esemplari di anfore romane (una Dressel 2/4 ed una greco-italica) che arricchiscono il percorso museale offrendo informazioni sulla vita quotidiana in età romana.

Le anfore, in questo senso, sono particolarmente interessanti, in quanto rappresentano i contenitori alimentari simbolo di tutti i traffici marittimi e fluviali. Esse contenevano le principali derrate alimentari (olio, vino, salse di pesce) di vitale importanza per le varie popolazioni, sia quelle produttrici che quelle consumatrici. Le anfore, grandi vasi caratterizzati da due anse e dal tipico fondo a punta, possono superare il metro di altezza e pesare da vuote tra i 5 ed i 10 chilogrammi. Una volta riempite, il peso totale poteva aggirarsi intorno al quintale, per cui il trasporto manuale avveniva con pertiche rette da due uomini. Dopo essere state sigillate, le anfore erano imbarcate nelle stive delle navi, secondo una procedura che rendeva il carico sicuro e stabile e che ottimizzava al meglio lo spazio disponibile. In questo modo si percorrevano le rotte commerciali con carichi enormi risparmiando al massimo i costi del trasporto.

La proficua collaborazione instaurata tra gli Enti coinvolti regalerà un ulteriore motivo ai cittadini ed alle scuole per visitare il Museo archeologico e conoscere da vicino la storia antica nella sua complessità.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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