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CLARA MOSCHINI

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L'aeroporto di Genova tra crisi della domanda e progetti di espansione

Righi: “Momento difficile con -70% di traffico da recuperare”

L'ultima novità in ordine di tempo riguarda il volo diretto verso Monaco che è tornato, con Lufthansa, a partire dall'aeroporto di Genova. Dal 25 ottobre, tutti i giorni della settimana. Una buona notizia che fa il paio con quelle relative agli interventi previsti per rendere lo scalo ligure un punto di riferimento non solo per la Regione. “Viviamo un momento di grande incertezza. C'è molta difficoltà, soprattutto dal lato della domanda. Le compagnie hanno accettato il rischio di voli non pieni ma c'è una terribile crisi di domanda legata al trend sanitario: si vola solo per necessità e con mezzi propri, possibilmente, o a breve raggio. A Lufthansa ho chiesto già in estate di riprendere i voli, che per fortuna arrivano adesso”. A parlare è Piero Righi, direttore generale dell’aeroporto di Genova. È lui che sciorina la serie di novità che riguardano lo scalo.

“Lavoriamo sull'estate 2021. In inverno abbiamo raggiunto le 7 destinazioni nazionali e 4 internazionali. Contiamo di avere nel 2021 Air France. E comunque lavoriamo per rimettere in piedi le reti di distribuzione 2019, con 10 scali nazionali e 10 europei. Giusto lo scorso mese di settembre abbiamo avuto un buon movimento dell'aviazione privata e penso che qualcosa rimarrà. Il problema, adesso, è lavorare in prospettiva in modo da cercare di recuperare, almeno in parte, quel -70% di traffico che abbiamo perso. Noi, come altri scali, sia chiaro, visto che il pil del trasporto aereo segna un -70% sia a livello nazionale che europeo”, sottolinea Righi.

Certo, con un fatturato che è crollato del 70% sembra decisamente più difficile mettere in piedi iniziative e opere. 

“È in atto la gara per l'ampliamento dell'aerostazione. Un progetto da 20 milioni di Euro in parte finanziato con il decreto Genova. I lavori dovrebbero iniziare entro fine anno ma dobbiamo tenere conto delle difficoltà finanziarie di questo momento”. Le spese fisse dell'aeroporto rappresentano il 60% dei costi totali e la batosta del coronavirus è stata grande e per niente riassorbita. “Per ora non è stata prevista nessuna forma di supporto agli aeroporti da parte del governo. È necessario che si trovi al più presto qualche forma per sostenere l'aeroporto, soprattutto in questo momento. Manteniamo il dialogo aperto con il Governo per il ristoro dei danni da Covid, perché ricordo che gli aeroporti sono rimasti aperti per decreto 24 ore su 24 nei mesi del lockdown, in quanto servizio pubblico. So che nel recovery fund si sta cercando di inserire gli aeroporti, anche se sono intervenuti altri elementi di ulteriore complicazione che non facilitano certo il cammino”, aggiunge Righi.

Il programma quadriennale di interventi per lo scalo genovese comunque resta fitto di appuntamenti.

“Dobbiamo intervenire sulla pavimentazione della pista di volo. Ma dietro l'angolo c'è anche il collegamento ferroviario da Erzelli, un progetto per cui sono previsti 9 milioni di Euro di investimenti e che dipenderà molto dalle scelte urbanistiche che verranno fatte. Poi dobbiamo definire la seconda parte dell'ampliamento dell'aerostazione, intervento che arriverà a fine concessione, nel 2027 e che prevede un nuovo edificio al lato nord”, aggiunge Righi.

Un altro tema molto interessante è l'integrazione tra porto e aeroporto, visto che l'autorità portuale è azionista dello scalo genovese al 60% e che tra le due strutture è necessaria, quasi scontata, una continuità fisica perché le infrastrutture possano dare il massimo alla città.  "In quest'ottica, è necessario prestare molta attenzione a che lo sviluppo necessario dell'attività portuale non vada a detrimento del traffico aereo e viceversa -spiega Righi- Siamo molto attenti alla crescita dell'aeroporto, soprattutto per quanto concerne i rischi del cono aereo in relazione al porto di Genova. Prioritario è non interferire nell'attività portuale, per questo abbiamo avviato alcuni tavoli tecnici con Enac, Enav, autorità portuale e i terminalisti, soprattutto sull'uso di procedure satellitari che possano avvantaggiare la crescita dell'aeroporto senza mettere a rischio le attività portuali. A livello di business, invece, stiamo lavorando alacremente sul terreno delle crociere. Una percentuale, anche se ancora bassa, del nostro traffico è composta proprio dai crocieristi. Vorremmo riuscire almeno a raddoppiarla, visto che il bacino d'utenza ormai accertato è di 1,5 milioni di crocieristi che equivale, però, all'intero nostro traffico-passeggeri in aeroporto. L'incremento di questo segmento è un importante atout anche per l'indotto sulla città e resta uno dei capisaldi del nostro piano aziendale”, conclude il dg.

Photo gallery Piero Righi, direttore generale aeroporto di Genova
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