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CLARA MOSCHINI

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Ex ad Thai Airways in carcere per 300 kg di bagaglio in eccesso

L'uomo era in aeroporto e non ha pagato il sovrapprezzo

Un fatto di cronaca quasi surreale e che ha strappato inevitabilmente più di un sorriso: come riportato in queste ore dai media thailandesi, l’ex-numero uno del cda del vettore aereo Thai Airways è stato condannato a due anni di carcere ed al risarcimento danni per aver ecceduto con i chili complessivi del proprio bagaglio mentre si trovava in aeroporto. La sentenza ha riguardato Wallop Bhukkanasut, il quale è stato anche amministratore delegato dell’aviolinea asiatica e che è stato processato dal giudice anticorruzione di Bangkok. A quando si riferiscono i fatti? La vicenda è un po’ datata, visto che risale al 2009, dunque ci sono voluti undici anni prima di arrivare al verdetto. 

La colpa di Bhukkanasut è quella di aver imbarcato 300 chilogrammi di bagaglio in eccesso senza pagare il sovrapprezzo previsto in queste situazioni. L’ex-manager si trovava in Giappone, per la precisione all’interno dell’aeroporto internazionale di Narita, uno degli scali che serve la città di Tokyo. In base a quanto ricostruito dai giudici, l’allora presidente del cda arrivò a costringere i dipendenti di Thai Airways che erano al check-in ad imbarcare i 3 quintali in eccesso, evitando di versare il minimo centesimo. Bhukkanasut stava tornando da un viaggio privato insieme alla moglie ed il peso sarebbe stato abbassato di proposito per consentire il volo. Sul suo comportamento ha indagato la commissione nazionale anticorruzione e c’è stata anche un’inchiesta interna alla compagnia, alle prese in queste settimane con difficoltà finanziarie di ogni tipo (vedi AVIONEWS). 

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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