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CLARA MOSCHINI

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Aeroporto di Roma-Urbe: una cattedrale nel deserto senza acqua

Da due giorni lo scalo è letteralmente a secco

L’igiene prima di tutto: da mesi siamo abituati ad ascoltare le raccomandazioni sulla pulizia che va messa giustamente al primo posto, in particolare le mani devono essere lavate con frequenza in qualsiasi posto si frequenti. Peccato che all’aeroporto romano dell’Urbe non sia possibile. Da ieri, lunedì 14 dicembre 2020, lo scalo deve fare i conti con una mancanza d’acqua che ha dell’incredibile visti i tempi che corrono, una situazione che si è presentata in concomitanza con i lavori sulle condutture all’altezza di Via Gaiole in Chianti. Gli edifici e le strutture presenti all’interno dell’aeroporto di Via Salaria non possono fare affidamento nemmeno sulla più piccola goccia da troppe ore con tutte le conseguenze che ne derivano: i bagni sono praticamente inutilizzabili e si fornisce un assist involontario e pericoloso al covid-19. Quanto tempo dovranno ancora attendere le persone che lavorano all’interno dell’Urbe? Acea continua a prendere tempo e rimandare il momento del ritorno alla normalità, ma l’azienda capitolina dovrebbe dimostrare di esserci (cosa di cui in questo momento si dubita fortemente) battendo un colpo.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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