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CLARA MOSCHINI

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Operazione "Irini": 2020, anno intenso ed impegnativo

Sono stati osservati 25 tra aeroporti e piste di atterraggio, nonché 155 voli sospetti diretti in Libia

Lasciato il 2020 alle spalle, ora ci si ferma un attimo per riflettere su quanto è stato fatto in questo anno intenso, impegnativo e stimolante.

L’operazione Eunavfor Med "Irini" è stata lanciata con decisione del Consiglio dell’Ue in piena emergenza Covid-19 ma –da subito–ha contribuito a rafforzare la sicurezza in un teatro complesso come il Mediterraneo.

Il senso di responsabilità, la tenacia, il costante impegno delle donne e degli uomini che prestano servizio per l'operazione hanno facilitato il compito. Grazie a queste componenti essenziali il Mediterraneo centrale è adesso un'area più sorvegliata e più sicura. Certamente, ci sono ancora molte crisi e sfide irrisolte ma i risultati raggiunti nel 2020 sono lì ad illuminare il cammino da intraprendere anche nel prossimo anno in modo da continuare ad operare in modo professionale, imparziale ed equilibrato.

Dal 4 maggio del 2020, giorno in cui è stata avviata l’attività in mare, gli assetti dell’operazione hanno pattugliato il Mediterraneo centrale interrogando 1560 navi mercantili, conducendo 62 visite consensuali a bordo di unità mercantili, 6 ispezioni di navi sospette e il dirottamento di una di queste per la violazione dell'embargo sulle armi in Libia. L'operazione ha inoltre monitorato le attività in 16 porti ed istallazioni petrolifere costiere. Per quanto attiene al monitoraggio delle rotte aeree, sono stati osservati 25 tra aeroporti e piste di atterraggio, nonché 155 voli sospetti diretti in Libia.

Tutte queste attività sono state svolte nel pieno rispetto del principio di imparzialità nei confronti delle parti belligeranti in Libia. Principio che "Irini" ha sempre rigorosamente rispettato. Lo dimostrano anche i 17 rapporti speciali inviati al Gruppo di esperti delle Nazioni Unite sulla Libia (Unpoe) in merito a violazioni o possibili violazioni delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'embargo delle armi e sulla prevenzione del contrabbando di petrolio. Questi risultati sono stati possibili anche grazie al prezioso contributo del Centro satellitare dell'Unione europea (Eu Satcen), che ha fornito circa 436 set di immagini satellitari su nostra richiesta.

Ad oggi, l'operazione consta di due unità navali, il pattugliatore d’altura italiano “Cigala Fulgosi” e la fregata greca “Adrias”. Vi sono inoltre un drone italiano “Predator” e 3 velivoli forniti dal Lussemburgo (Ssw3 Merlin III/IV) dalla Germania (P-3C Orion) e dalla Polonia (28B1R Antonov Bryza). Un aereo greco (EMB -145) ed uno francese (Falcon 50/ATL2) vengono inoltre resi disponibili in supporto diretto all’operazione per un limitato numero di missioni al mese.

Dopo nove mesi dal lancio si può affermare con orgoglio che l'operazione "Irini" è efficace, sta fornendo i risultati attesi ed è saldamente presente nel Mar Mediterraneo centrale per migliorare la sicurezza e la stabilità di questa turbolenta area.

È su queste basi che si guarda al nuovo anno, con rinnovata forza e determinazione per continuare ad incrementare la presenza dell'operazione e dell’Unione europea nel suo confine sud, con l'obiettivo finale di fornire un contributo concreto e risoluto al processo di pace in Libia.

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

red - 1234086

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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