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CLARA MOSCHINI

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Spazio. Il Giappone si affida ai satelliti in legno

Meno detriti e peso inferiore tra i vantaggi

Perché non utilizzare il legno per lo spazio? Un materiale del genere potrebbe far pensare ad una missione in orbita degna del miglior romanzo di Jules Verne, intrigante ma “grezzo” per quel che riguarda la visione del futuro. In realtà, il Giappone crede fermamente nell’utilità di questa soluzione e non è un caso la novità resa nota nelle ultime ore da Sumitomo Forestry. Questa azienda che ha sede in Giappone ha voluto puntare con decisione su LignoSat, il primo satellite in legno da lanciare nello spazio. L’obiettivo principale da raggiungere è quello del maggior rispetto dell’ambiente spaziale, visto che col legno diminuirebbero in maniera consistente i detriti tra le stelle come avviene con qualsiasi altro materiale. In aggiunta, dettaglio non certo secondario e trascurabile, il peso delle tecnologie sarebbe più basso e questo è sempre un vantaggio per missioni del genere. 

Un contributo fondamentale alla progettazione è stato dato dall’università di Kyoto; il satellite dovrebbe debuttare ufficialmente nel 2023, inoltre l’iniziativa ha già attirato l’attenzione di diversi astrofisici del nostro Paese. Ad esempio, Alberto Buzzoni, il quale lavora per conto dell’Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio dell’Inaf (Istituto nazionale astrofisica) di Bologna, ha spiegato di gradire parecchio il legno come materiale per lo spazio, visto che si dovrebbero sempre ottimizzare le performance dei dispositivi tenendo conto di pressioni, escursioni termiche e campi di radiazione ad elevata energia. I prossimi anni saranno decisivi per conoscere ancora più a fondo questa novità tecnologica molto promettente. 

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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